CORONAVIRUS, Bozza di decreto del Governo «chiude» Modena, Reggio, Parma, Rimini, Piacenza la  Lombardia e altre 7 province fino al 3 aprile Bonaccini: «Serve tempo» Fontana: «Testo pasticciato». Decisione a ore

La bozza del nuovo decreto del governo estende la zona rossa a Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria, dall'8 marzo al 3 aprile. Spostamenti bloccati, permessi solo in caso di emergenza. Chiuse palestre, piscine e centri benessere, musei, cinema, centri culturali e stazioni sciistiche. Centri commerciali aperti solo dal lunedì al venerdì. Nel resto d'Italia confermata la chiusura delle scuole sino al 15 marzo. Critici presidenti della regioni e sindaci: "Bozza pasticciata"

SI RIMANDA OGNI DECISIONE A DOMENICA

«Su decreto. Calma, si rimanda a domani per versione definitiva e interpretazione. Verifiche ancora aperte con il Governo». Così, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, commenta la bozza del dpcm atteso ad ore che prevede, tra le altre cose, di evitare spostamenti in entrata e uscita nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria.

IL DECRETO FIRMATO ALLE DUE DI DOMENICA NOTTE

 

I PRESIDENTI DELLE REGIONI CHIEDONO TEMPO E INTANTO I CITTADINI SONO DISORIENTATI

«Bozza pasticciata» anche «se va nella giusta direzione: il primo commento alla bozza di dpcm sul Coronavirus che dovrebbe essere adottata nelle prossime ore arriva dal governatore della Regione più colpita e che dovrebbe diventare interamente 'zona rossà, Attilio Fontana mentre il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini chiede di poter lavorare ancora alcune ore per un testo più condiviso.

Fontana dà atto al governo di avere finalmente recepito le richieste di misure drastiche più e più volte invocate sin dall'inizio dell'epidemia ma nel contempo accusa il testo, ancora suscettibile di modifiche, di provocare confusione: »non posso non evidenziare che la bozza del decreto del presidente del Consiglio è, a dir poco, pasticciata«, dice.

IL DECRETO E LE REAZIONI

Così chiede che ci siano da parte del governo »chiarimenti per consentire ai cittadini di capire cosa si può fare o meno«.

In Regione, e dovunque i cittadini sperino di capire qualcosa di più, i telefoni squillano di continuo: »La confusione - dice il presidente della Regione Lombardia - è evidenziata anche dalle moltissime chiamate che stanno giungendo al mio telefono e a quello di chi da giorni è al mio fianco per affrontare questa emergenza«

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Sono ore convulse nelle quali i tecnici delle regioni sono al lavoro con quelli del governo, come dice lo stesso Fontana che precisa che la Lombardia è »comunque in contatto con i rappresentanti del Governo per cercare di mettere i cittadini e le categorie sociali in condizione di capire cosa possono fare domani. Abbiamo inviato a Roma le nostre osservazioni e la collaborazione tra i nostri tecnici e quelli di Palazzo Chigi è costante«

. A Fontana fa eco, con toni più morbidi, il governatore Bonaccini: »ho chiesto - ha detto - al presidente Conte e al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise«

. E, se il sindaco di Alessandria, che diventerebbe zona rossa, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, dice che le misure vanno bene se servono a frenare un contagio che si sta diffondendo con facilità e rapidità, da altri amministratori giungono richieste di chiarimento.

L'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, in prima linea da due settimane contro l'epidemia parla di bozza »ancora confusa e piena di ambiguità«: »La bozza parla di evitare in modo assoluto ogni spostamento, è vietato o non è vietato? evitare è un invito o un obbligo? - si chiede l'assessore - perché noi abbiamo bisogno di dare un messaggio molto forte ai nostri cittadini e cioè che per bloccare la diffusione del virus e continuare a garantire le cure salvavita abbiamo bisogno che la gente si fermi«.Poi, dopo un confronto con il governo precisa che la »dizione 'evitarè evita il fatto che ci debbano essere certificazioni o un controllo militare del territorio che in questo momento sarebbe incomprensibile«.

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Ma è solo una luce in tante ombre che dovranno essere dissipate con l'adozione del provvedimento definitivo. Gli ultimi commenti sono dei sindaci delle zone rosse: per quello di Codogno, città suo malgrado simbolo dell'epidemia, Francesco Passerini, è »un testo un pò confuso su un tema così delicato«.

Da Vò Euganeo, il sindaco Giuliano Martini senza giri di parole commenta: »se le cose stanno così vuol dire che il Governo finora ha dormito«. »Senza parole« si dice il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, per il fatto di »apprendere dalla tv che ti stanno per cadere addosso decisioni così importanti«  

AGGIORNAMENTO DELLE 23,30 ANCORA NESSUN DECRETO, BONACCINI CHIEDE TEMPO

Ancora nessun decreto ufficiale, dopo la bozza fatta filtrare da ambienti vicini al Governo intorno alle 20 di questa sera, circa la creazione di zone di sicurezza, come prevenzione all'espansione del contagio, in Lombardia e altre 11 province tra cui Modena, Parma Piacenza Reggio Emilia, Rimini. Una notizia che pare aver colto di sorpresa gli stessi governatori delle regioni interessate come Fontana e Bonaccini. Quest'ultimo con un post su facebook ha informato di aver chiesto al govenr odel tempo per organizzare il territorio a misure drastiche e inattese in questi modi.

Dal Governo al momento nessuna novità Ma nemmeno alcuna smentita circa la bozza di documento uscita. Il che lascia supporre che la struttura sia fondata. AL limite ci potrebbero essere dei correttivi per andare incontro alle richieste che arrivano dai territori.

MODENA PROVINCIA "CHIUSA" INSIEME AD ALTRE 10 PROVINCE E ALLA LOMBARDIA

Dall' 8 marzo e fino al 3 aprile «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19» è vietato entrare e uscire «salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza» dalla Lombardia, dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Lo prevede il decreto che sarà emanato nelle prossime ore dal governo «per fermare il contagio da coronavirus». In queste aree «sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici».

 

I divieti verranno estesi anche a e discoteche, locali da ballo e feste, pub e sale giochi, sale scommesse e bingo che saranno chiuse. Non si potranno organizzare feste o eventi pubblici. I ristoranti e bar dovranno mantenere un metro di distanza.

Non si potranno organizzare feste o eventi pubblici. I ristoranti e bar dovranno mantenere un metro di distanza.

La possibilità di entrare ed uscire da queste province sarà consentito solo per motivi «gravi e indifferibili», di lavoro o di famiglia. Non si tratterebbe di zona rossa, ma di una via di mezzo tra la zona gialla e quella rossa.

Nel dettaglio, le province interessate da questo provvedimento " sono le seguenti: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria.

In particolare in queste zone si dovrà

a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonchè all'interno dei medesimi territori di cui al presente articolo, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza«. è quanto si legge nella bozza del dpcm

Chiuse palestre e piscine. Deroga per partite a porte chiuse

Il decreto stabilisce inoltre la chiusura nelle aree appena citate di tutte le palestre, piscine, spa e centri benessere. Le competizioni sportive all'aperto sono ammesse solo a porte chiuse. I centri commerciali dovranno essere chiusi ma solo nel week end.

Chiusi invece i musei, centri culturali e le stazioni sciistiche.

Anche le scuole continueranno a essere chiuse fino al 3 aprile. Sospesi anche i concorsi.

Niente matrimoni né funerali. Chiusi cinema e teatri

Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. Sospese anche tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

Bar e ristoranti aperti ma solo se in grado di distanziare gli avventori

Bar e ristoranti potranno rimanere aperti ma con l'obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione.

Sospesi congedi per medici e infermieri

Medici in prima linea: sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale. Inoltre l'accesso di parenti e visitatori alle strutture ospedaliere è limitato solo ad alcuni casi.

NUOVI CASI DI CONTAGIO A MODENA, CASTELVETRO, SASSUOLO, SOLIERA

Sono nove i nuovi casi di contagio registrati nella giornata odierna in provincia di Modena. Due sono persone residenti a Modena (un uomo del 1982 in isolamento domiciliare e una signora del 1937 ricoverata in reparto), uno a Castelvetro (donna del 1939 in Terapia intensiva), tre a Sassuolo (un uomo del 1972, uno del 1952 e una donna del 1962 tutti in reparto), uno Soliera (uomo del 1989 in isolamento domiciliare) e una donna del 1944 residente a Correggio e ricoverata in reparto.  A questi va aggiunto un paziente lombardo portato dall'ambulanza al pronto soccorso di Mirandola ed è poi stato trasferito al Policlinico di Modena.

In totale ci sono 10 pazienti in Terapia intensiva (di cui 2 provenienti da Piacenza), 23 in reparto e 50 in isolamento domiciliare. Si registrano due dimissioni da Malattie infettive: un paziente del 1984 e uno del 1956.

 

PRIMO MORTO NEL MODENESE, UN UOMO DI CARPI DI 85 ANNI

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.010 i casi di positività al Coronavirus, 140 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. Un aumento inferiore a quello registrato ieri, quando erano saliti di 172. E passano da 3.136 a 3.604 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali.

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura assenti.

409 sono infatti i pazienti che non necessitano di cure ospedaliere e quindi sono a casa, dove rispettano l’isolamento previsto; 64 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (12 in più rispetto a ieri).

Aumentano, passando da 17 a 25, il numero delle guarigioni, 24 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi. Purtroppo, però, sale anche il numero dei decessi, passati da 37 a 48. Di questi, sei sono cittadini lombardi.

Degli 11 nuovi decessi, 6 riguardano il piacentino: si tratta di 4 uomini, rispettivamente due di 72 anni, uno di 74 e uno di 99 anni e 2 donne di 85 e 93 anni; 3 del parmense, due uomini di 73 e 78 anni e una donna di 88 anni; un uomo del modenese di 85 anni e un uomo del riminese di 89 anni. La grande maggioranza delle persone decedute aveva patologie pregresse, a volte plurime; per tre decessi sono invece ancora in corso gli approfondimenti epidemiologici.

LA REGIONE VUOLE CHIUDERE PALESTRE, PISCINE E POLISPORTIVE

Chiusura in arrivo per palestre, piscine e centri di aggregazione in Emilia-Romagna. perchè se non sarà il governo a decretarlo, ci penserà la regione con un'ordinanza ad hoc.

Lo conferma Sergio Venturi, commissario ad acta per l'emergenza coronavirus in Emilia-Romagna, durante la giornaliera diretta facebook per fare il punto della situazione. «Molti comuni già hanno chiuso le attività ricreative- sottolinea Venturi- noi siamo vicini: o con un provvedimento nazionale, che è in fase di pubblicazione, o attraverso un decreto regionale, queste misure di restrizione rispetto alle attività di carattere sociale saranno prese. aspettiamo di vedere se c'è nel testo del governo, altrimenti siamo pronti a prendere il provvedimento» a livello regionale.

In altre parole, continua Venturi, «tutti quelli che ci raccomandavano maggior rigore su palestre, piscine e centri ricreativi vedranno le loro richieste maggiormente seguite, perchè abbiamo ravvisato anche coi medici la necessità di queste misure. quindi procederemo a provvedimenti che rendano impossibili queste attività e saremo trasparenti nelle misure che prenderemo».

Il commissario rilancia poi l'appello, in particolare agli anziani, a stare in casa. «si conferma che l'andamento dei decessi riguarda prevalentemente gli over 70- sottolinea- il tasso di letalità varia molto con l'età, ma abbiamo grandi percentuali tra gli anziani sia per i decessi sia in terapia intensiva». è dunque la loro classe di età che «più di tutte sconta una mortalità così elevata», ribadisce Venturi

EMILIA ROMAGNA TREND IN CALO MA E' PRESTO PER GIOIRE

«Abbiamo numeri in calo rispetto a quelli che ci aspettavamo se il trend fosse stato confermato, ma una rondine non fa primavera». Usa la cautela Sergio Venturi, commissario per l'emergenza coronavirus della Regione Emilia-Romagna, di fronte agli ultimi dati dei contagi. In particolare è il ritmo di Piacenza, la provincia più colpita, a infondere qualche speranza: «Ci sono stati 53 casi in più, ma l'incremento è del 12% rispetto alla media regionale del 16%. Cala per il quarto giorno consecutivo e solo il 4% il ritmo era del 25%», spiega Venturi. Dunque, l'augurio «è che questo trend sia confermato nei prossimi giorni a testimonianza de fatto che siamo vicini a superare una situazione decisamente difficile». Tuttavia, Venturi - che ne ha parlato durante il bollettino quotidiano via Facebook - evita i trionfalismi: «Aspettiamo di vedere un'altra rondine: la marea sembra in diminuzione, ma serve qualche altro giorno». Poi, «se riusciamo ad arrivare in cima alla montagna, la discesa è sì faticosa, ma si vive con tutt'altro spirito».

I CASI DI POSITIVITA' IN EMILIA ROMAGNA

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 479 Piacenza (53 in più rispetto a ieri), 229 Parma (49 in più), 104 Rimini (11 in più), 82 Modena (9 in più), 48 Reggio Emilia (4 in più), 49 Bologna (8 in più rispetto a ieri, di cui 20 nell’imolese 3 in più rispetto a ieri e riconducibili al cluster di Medicina), 7 Forlì-Cesena (3 in più rispetto a ieri), 10 Ravenna (2 in più rispetto a ieri), 2 a Ferrara (1 in più rispetto a ieri).

Più posti letto in terapia intensiva

Prosegue intanto da parte della Regione il massimo impegno per potenziare la rete ospedaliera, incrementando il numero dei posti letto in terapia intensiva. Questo avverrà, in particolare, per le strutture ospedaliere del piacentino dove è previsto – già a partire da oggi con l’ospedale di Castel San Giovanni- il raddoppio delle postazioni di terapia intensiva, che passeranno da 15 a 33 (oltre le 9 postazioni per l’attività ordinaria, extra Coronavirus).

FAKE NEWS: NESSUN INFERMIERE IN CERCA DI BOTTIGLIE DI ACQUA NE' SI CERCANO PIGIAMI

Circola da ieri su Facebook un messaggio di un presunto infermiere che ha messo in giro una fantomatica richiesta della Asl piacentina per fare arrivare bottigliette d’acqua a operatori e parenti, oltre ad altri messaggi per chiedere pigiami. Come già specificato dall’Azienda sanitaria si tratta di una notizia falsa e priva di ogni fondamento. Gli unici canali autorizzati a fare richieste di questo tipo sono i canali ufficiali delle Aziende sanitarie e ospedaliere o il sito della Regione Emilia-Romagna.

POLIAMBULATORI  PRIVATI E ACCREDITATI REGOLARMENTE APERTI PER LE VISITE

Rispetto allo stop alle visite ambulatoriali l'Anisap (Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private) ci tiene a precisare che "tutte le strutture poliambulatoriali private e accreditate dall'azienda sanitaria sono invece regolarmente aperte per gli appuntamenti - spiega Massimo Carpigiani, referente per la provincia di Modena - ed operano rispettando i criteri di sicurezza e prevenzione imposti dalle autorità. E' chiaro - conclude - che se una persona dovesse manifestare sintomi influenzali è bene che non si presenti e osservi i protocolli disposti dalle autorità sanitarie".

DA LUNEDI' STOP ALLE ATTIVITA' AMBULATORIALI ANCHE QUELLE PRENOTATE DA TEMPO

Alla luce delle recenti azioni intraprese per far fronte alla gestione della emergenza Covid-19, le Aziende sanitarie modenesi (Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo Spa) hanno ritenuto necessario sospendere transitoriamente l’erogazione delle attività ambulatoriali specialistiche, con particolare riferimento a prime visite e prestazioni di diagnostica strumentale (eccetto radiologia, neuroradiologia e medicina nucleare) provenienti dal circuito CUP con modalità ordinaria.

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Saranno invece mantenuti tutti gli accessi urgenti secondo le modalità previste dal catalogo provinciale e le prestazioni di diagnostica radiologica e neuroradiologica presso il Policlinico e l’Ospedale Civile di Baggiovara, presso gli ospedali della rete provinciale e alla Casa della Salute di Castelfranco.

Tale sospensione sarà attiva da lunedì 9 marzo. Saranno sospese anche le visite ambulatoriali in libera professione nel periodo 9-21 marzo.

Si tratta di una misura di carattere temporaneo, a scopo precauzionale, in attesa di valutare l’evoluzione del quadro epidemiologico nelle prossime due settimane, motivata dall’esigenza di ridurre al minimo l’afflusso di pazienti e accompagnatori in ospedale per contenere la diffusione del Covid-19 e di riorganizzare l’attività dei sanitari a favore delle necessità legate al Coronavirus.

L’Azienda USL di Modena sta predisponendo messaggi automatici di avviso ai cittadini che hanno visite prenotate dalla prossima settimana. Data l‘imminenza degli appuntamenti potrebbe non essere possibile raggiungere tutti: le aziende si scusano fin da ora per l’eventuale disagio arrecato a chi, non essendo stato avvisato, si presentasse comunque alla visita. Gli appuntamenti annullati saranno riprogrammati appena la situazione generale lo consentirà, mentre le nuove richieste saranno prenotate dal 31 marzo in poi, salvo ulteriori provvedimenti.

In linea con quanto disposto a livello regionale, inoltre, anche l’Azienda USL sospenderà da lunedì le attività chirurgiche programmate presso i propri ospedali. Saranno mantenute le attività di chirurgia oncologia, a tutela dei pazienti con patologia neoplastica, le urgenze e altri casi valutati non differibili. Nell’ambito delle stesse misure di contenimento della diffusione del Covid-19, da lunedì 9 marzo a venerdì 20 marzo compreso sarà sospesa l’attività degli sportelli URP del Policlinico e dell’Ospedale di Baggiovara. Le segnalazioni potranno essere effettuate via mail (poliurp@aou.mo.it per il Policlinico, urpbaggiovara@aou.mo.it per l’Ospedale di Baggiovara) o utilizzando il modulo on-line http://www.aou.mo.it/segnalazioni.

EMILIA ROMAGNA CONTAGIATI, GUARITI, DECEDUTI

In Emilia-Romagna sono complessivamente 870 i casi di positività al Coronavirus, 172 in più rispetto all’aggiornamento di giovedì pomeriggio.

E passano da 2.884 a 3.136 i campioni refertati. Lo rende noto la Regione. 366 sono pazienti che non necessitano di cure ospedaliere e quindi sono a casa, dove rispettano l’isolamento previsto; 52 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (20 in più rispetto a ieri).

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Tra ieri e oggi, è aumentato, passando da 10 a 17 il numero delle guarigioni, 16 delle quali riguardano persone «clinicamente guarite», divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perchè risultata negativa in due test consecutivi.

- Rispetto alle province dove sono avvenute le diagnosi, i casi sono 426 Piacenza (48 in più rispetto a ieri), 180 Parma (31 in più), 93 Rimini (25 in più), 73 Modena (28 in più), 44 Reggio Emilia (13 in più), 41 Bologna (22 in più rispetto a ieri), 4 Forlì-Cesena,(in numero stabile rispetto a ieri), 8 Ravenna (5 in più rispetto a ieri). Per la prima volta si riscontra 1 caso positivo nella provincia di Ferrara.

EMILIA ROMAGNA: SALE IL NUMERO DEI DECEDUTI

In Emilia Romagna, oltre al numero delle guarigioni (da 10 a 17) sale anche il numero dei decessi per coronavirus, passati da 30 a 37 rispetto a ieri. I 7 nuovi decessi riguardano 5 piacentini - 4 uomini, rispettivamente di 77, 82, 83, 85 anni e una signora di 94, tutti deceduti al nosocomio di Piacenza - e due donne della provincia di Parma, di 84 e 68 anni, decedute all’ospedale di Parma. La grande maggioranza delle persone decedute, ha spiegato il consulente ed ex assessore della Regione Sergio Venturi, aveva patologie pregresse, a volte plurime; per un decesso sono invece ancora in corso gli approfondimenti.

I NUMERI IN ITALIA

Salgono a 4.636 i casi totali di coronavirus in Italia, con un aumento di 778 rispetto a giovedì , mai così alto ma vicino al +769 di ieri sull’altroieri. Ci sono, ha riferito il commissario all’emergenza Angelo Borrelli, 3.916 malati, a cui si aggiungono 523 guariti (109 in più di ieri) e 197 vittime (49 in più di ieri). 

Nel dettaglio, si contano 2.612 casi in Lombardia (compresi 469 guariti e 135 decessi), 870 in Emilia Romagna (17 guariti e 37 decessi), 488 in Veneto (22 guariti e 12 decessi), 159 nelle Marche (4 decessi), 143 in Piemonte (4 decessi), 79 in Toscana (un guarito), 57 in Campania, 54 nel Lazio (3 guariti e un decesso), 32 in Liguria (5 guariti e 3 decessi), 31 in Friuli (3 guariti), 24 in Sicilia (2 guariti), 17 in Puglia (1 guarito e 1 decesso), 16 in Umbria, 12 in Molise, 10 a Trento, 9 in Abruzzo, 7 in Val d’Aosta, 5 in Sardegna, 4 in Calabria e Bolzano, 3 in Basilicata.

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SCUOLE: IL DILEMMA SULLA RIAPERTURA

Il Governo ha detto che la prossima settimana, verso il 15 si saprà se e quando riapriranno le scuole. Nel frattempo aumentano le voci circa un probabile nuovo allungamento della chiusura fino ad aprile. Nulla è comunque ancora deciso e siamo nel campo delle ipotesi. Di fronte al possibile allungamento di data si sta provando a organizzare — tra mille difficoltà tecniche e culturali — il lavoro delle lezioni a distanza immaginando un rientro possibile il 6 aprile o mercoledì 15, dopo le vacanze pasquali. I dirigenti scolastici più avveduti lo sanno, hanno messo in agenda anche date più pessimistiche (ritorno a scuola il 4 maggio).

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EMILIA ROMAGNA: TIENE LA TERAPIA INTENSIVA

«Il sistema delle terapie intensive è un sistema che tiene sufficientemente, per questo dobbiamo ringraziare tutte le persone che ci lavorano, i rianimatori, gli infermieri, tutti coloro che si occupano di assistere persone con polmonite interstiziale e complicanze, in prevalenza anziani»: lo ha spiegato il consulente già assessore alla sanità della Regione Emilia Romagna Sergio Venturi commentando i dati sul contagio da coronavirus in Emilia Romagna, che vedono 52 pazienti ricoverati in terapia intensiva negli ospedali della regione, con un incremento significato nell’ultima giornata (20 in più rispetto a ieri). Sono circa il 6% dei positivi, ha spiegato Venturi «ancora in una situazione di totale controllo dal punto di vista della capacità del sistema».

EMILIA ROMAGNA PRONTA A OSPEDALI COVID-19

L' Emilia-Romagna è pronta a predisporre ospedali riservati esclusivamente all'emergenza coronavirus. Ad annunciarlo il commissario della Regione, Sergio Venturi, durante un punto stampa via Facebook: «Li chiameremo covid-19 e ne abbiamo già: uno a Piacenza e altri che sono in via di studio». Saranno, ha spiegato Venturi, «ospedali usati solo per questo e finché ce ne sarà bisogno, perché sono piccole strutture» e potranno essere usati, spostando le proprie necessità altrove.

BOLOGNA 16 INFETTATI GIOCANDO ALLA BOCCIOFILA

Dei 22 casi in più registrati in un giorno in provincia di Bologna, ben 16 sono stati riscontrati in una bocciofila nell'imolese. «Non possiamo permetterci che 16 anziani si infettino andando a giocare a bocce», ha spiegato il commissario della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, che ha ribadito l'appello lanciato ieri a limitare la vita sociale: «Gli anziani devono soprassedere, li esorto a ritirarsi per qualche settimana, consentendoci di rallentare l'andamento dell'infezione»

Quindi, ha argomentato ancora Venturi, «Ss fossero tra quelli che si curano a casa sarebbe un conto, ma siccome abbiamo qualcosa di prezioso come i letti di terapia intensiva, lasciamoli a chi si è ammalato inconsapevolmente»

Emilia Romagna, 38 milioni per sostenere l'economia e i redditi dei lavoratori

ECONOMIA: ACCORDO PER CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Siglato, tra la Regione Emilia-Romagna, i sindacati e le associazioni di categoria firmatarie del Patto per il Lavoro, l'accordo - il primo in Italia - che autorizza, alla luce degli impatti negativi portati dal coronavirus, la cassa integrazione in deroga con decorrenza dal 23 febbraio. Sul piatto 38 milioni di euro per garantire la continuità di reddito dei lavoratori. Si tratta, spiega il presidente emiliano-romagnolo, Stefano Bonaccini di «un primo importante segnale».

Nel dettaglio la cassa integrazione - che decorre retroattivamente dallo scorso 23 febbraio - avrà una durata di un mese potranno accedervi, in deroga, i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative situate in Emilia-Romagna, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte o a cui sia stato ridotto l'orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze emanate dalle autorità La misura, viene spiegato, vale anche per le imprese con unità produttive esterne all' Emilia-Romagna, ma con lavoratori subordinati residenti o domiciliati in regione, che abbiano subito restrizioni di carattere sanitario. Inoltre vi accedono anche i datori di lavoro che siano appaltatori di opere o di servizi, mentre sono esclusi i datori di lavoro domestici. In caso in cui il datore di lavoro sia una società cooperativa possono accedere agli ammortizzatori anche i soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato. L'accordo, argomenta il presidente della Regione «è un primo importante segnale, cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci in un momento come quello che stiamo attraversando, con misure condivise con tutte le parti sociali, a dimostrazione di una grande unità. Il tema sanitario - aggiunge Bonaccini - resta complesso, ma il nostro sistema è robusto e reggerà. Quello di oggi è un passo avanti, grazie al lavoro fatto insieme, e nei prossimi giorni prenderemo misure sia sul versante delle famiglie che per lavoro e investimenti, oltre ad accelerare i pagamenti». Quello siglato, sottolinea l'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, «è un accordo omnibus, che permetterà l'utilizzo della cassa integrazione in ogni situazione di necessità per tutte le tipologie di imprese e i lavoratori del nostro territorio. Si tratta - chiosa - di una prima risposta concreta a tutela dei lavoratori e delle imprese chiamate a una particolare situazione di resilienza e a cui vogliamo mostrare la nostra vicinanza».