«Volevamo vedere la casa di Vasco» Da Napoli a Zocca in auto: 5 giovani denunciati

Continuano i controlli ai “furbetti” che non si spostano a causa di necessità impellenti Scoperta anche una slot a Soliera, aperta oltre il limite. Il Prefetto deciderà sulla sospensione

ZOCCA. Sono partiti da Napoli per raggiungere Zocca e, quando sono stati fermati dai carabinieri, la loro spiegazione è stata: «Volevamo visitare la casa di Vasco Rossi».

I militari hanno denunciato cinque giovani, provenienti dalla città partenopea che martedì, alle 18, stavano entrando a Zocca a bordo di una Lancia Y. Erano in cinque, tutti con età compresa tra i 18 e i 26 anni, due ragazzi e tre ragazze. Due di loro hanno la residenza nel Bolognese. I militari hanno chiesto loro di esibire i documenti. Quando hanno notato che venivano da così lontano hanno chiesto il motivo di una trasferta di centinaia di chilometri. I giovani non hanno esitato ad ammettere, candidamente: «Veniamo da Napoli, siamo qui per vedere la casa dove abita il Kom e il suo paese».


La giustificazione adottata dai cinque davanti ai carabinieri, ovviamente, non li assolutamente convinti. Il “pellegrinaggio” alla casa di Vasco non rientra tra le motivazioni di stretta necessità per le quali è permesso spostarsi in Italia. Così, a carico di tutti è scattata la denuncia ai sensi dell’articolo 650 del cocide penale, per inosservanza al divieto emesso dal governo.

«La Prefettura ha richiesto posti di blocco della Polizia locale e noi ci adeguiamo - spiega il sindaco di Zocca Gianfranco Tanari - Raccomandiam la stretta osservanza delle disposizioni e per le visite a Vasco è meglio farle dopo l’emergenza, ma soprattutto quando lui sarà a casa, nella speranza di incontrarlo».

Questi ragazzi, infatti, hanno deciso di affrontare il viaggio ora che Vasco non c’è. Il rocker è a Los Angeles per motivi di lavoro. E lo stesso Kom ha deciso di sostenere la campagna contrassegnata dall’hasthag #iorestoacasa.

Blasco ha speso parole molto decise sul Codiv-19: «È come una guerra. Abbraccio e ringrazio tutti gli infermieri e i medici che stanno affrontando coraggiosamente e rischiando anche loro con grande impegno in questa grande emergenza - aggiunge Vasco nelle sue “story” di Instagram - ho deciso di interrompere i miei allenamenti e rientrare in Italia prima possibile. Tenete duro, anche questa passerà». Il Blasco ha annunciato anche il suo desiderio di ritornare in Italia, ma dovrà fare i conti con i voli cancellati.

Proseguono, intanto, i controlli su tutto il territorio. E tra le novità introdotte dal decreto c’è quella che sarà il prefetto a decidere la sanzione amministrativa, cioè il tempo di sospensione dell’attività, a carico dei “furbetti”. I sindaci, di fatto, si limitano a consegnare il materiale in Prefettura.

Il sindaco Roberto Solomita di Soliera, dove i carabinieri hanno trovato aperti il night “La dea della notte” e una sala slot, elogia, intanto, l’operato dei militari.

«Grazie ai Carabinieri di Carpi e Soliera guidati da Alessandro Iacovelli e Vincenzo Gualtieri per avere scoperto due attività - dice il sindaco - un night e una sala slot, aperte sul nostro territorio in contrasto con il decreto governativo del 9 marzo». La sala slot in particolare è stata posta sotto sequestro. I militari hanno identificato un cinese che per ben due volte ha violato il divieto di sospendere l’attività. I militari hanno identificato alcuni avventori entrati tramite una parta secondaria. L’uomo non aveva rispettato il decreto già lunedì.—