In tangenziale a Modena  tornano le buche: dopo i rattoppi tutto come prima

Dalla Pasternak alla Pirandello è un sobbalzo continuo Camionisti in rivolta: «Poca sicurezza e manutenzioni»



MODENA. I trasporti non si fermano. Le buche lungo la tangenziale nemmeno. Il traffico intorno al centro è diminuito. Le norme stringenti sul Coronavirus fanno desistere chi non si deve muovere per urgenza o per lavoro. Rimane però chi deve spostarsi per garantire servizi alla collettività. Magari percorrendo la tangenziale Pasternak verso Modena Sud. Oppure attraversando la Pirandello nella direzione opposta, sempre sobbalzando più volte del dovuto. «L’asfalto non è sicuro», denunciano alcuni camionisti in rappresentanza della categoria. Appassionato di moto, percorreva spesso il tratto per piacere. «Tutti gli anni si spendono almeno 600 euro per la riparazione di braccetti e altre componenti - assicura il modenese - senza contare tutte le volte che i sassi vanno a finire sui vetri». Insomma, mille euro all’anno per “riprendersi” dalle buche. In un percorso a tappe, il conto dei sobbalzi è lungo. Ve ne sono parecchi lungo il tratto che corre lungo la tangenziale Pasternak verso la rotonda del Grappolo. In un segmento di circa cento metri, almeno tre buche potrebbero danneggiare le ruote delle auto.


Più complicata la percorrenza con le moto. Mettere una ruota in fallo (in una delle buche) potrebbe determinare serie conseguenze. Il cartello di rallentare e dare la precedenza così diventa un avviso due volte valido. Sul tratto centrale della tangenziale l’asfalto migliora. Tuttavia, i problemi ritornano scegliendo la quarta uscita alla rotonda di via Vignolese.

LA SITUAZIONE Sulla strada verso Modena Nord si presentano almeno tre dossi che possono mettere alla prova le sospensioni. Un test potenziato da chi va di fretta, spingendo il pedale oltre il limite dei 70 chilometri orari. Lungo il percorso, infatti, si riscontrano veicoli che vanno al di là della velocità consentita. In vari modi, gli automobilisti segnalano anzi di accelerare. Dalla pista ciclabile lo scenario è ancor più chiaro. Verso la via Vignolese si delinea un mosaico di buche piccole a grandi. Viaggiano su due binari, come quelli delle ruote di un’automobile. Sono molto simili ad altre immagini, reperibili attraverso la rete. L’auto di Google Street View ha percorso il tratto nel settembre di due anni fa. Le criticità principali nel 2018 presso il segmento della tangenziale Pasternak erano concentrate lungo i due sottopassi di via Emilia Est. Da quest’ultima strada verso il Grappolo il quadro due anni fa era invece migliore.

Le buche erano presenti, ma non erano così marcate come durante il sopralluogo di ieri pomeriggio. Meno marcati i dossi sull’altro tratto di tangenziale, in direzione di Modena Nord. Le immagini d’archivio risalgono però in questo caso al giugno 2016. «Hanno fatto i lavori - prosegue il camionista - depositando però un asfalto molto sottile. In questi casi, l’acqua s’infila da sotto e rende l’asfalto insicuro». Il percorso da virtuale torna a essere reale. Percorrendo la tangenziale Pasternak verso nord le insidie sono minori. Ancora una volta, si concentrano sulle strade che immettono nella tangenziale stessa (nello specifico la Pirandello). Un tratto problematico risulta quello compreso tra le uscite 13 e 14. Passato un distributore di carburante, tornano buche consistenti. Si concentrano nella parte sinistra della corsia e si possono rivelare insidiose, soprattutto se percorse a elevata velocità. Nel tratto si possono notare buche anche nelle fotografie a 360 gradi scattate con la “visione della strada” di Google. Il confronto temporale è stavolta con le immagini del luglio dell’anno scorso. Lo scenario allora appariva migliore. —

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