Modena. È una domenica di dolore: 17 morti «Ma non molliamo Si vede la luce»

La provincia di Modena  registra il numero più alto di vittime in 24 ore I contagi aumentano dell’8,9% e superano quota duemila 

MODENA. Mai dall’inizio dell’emergenza si erano verificati così tanti decessi in un giorno nella provincia modenese: sono 17 i morti da piangere nell’ultima domenica di marzo. Ma ormai, al tempo di quel piccolo nemico noto come Sars-Cov-2, anche in un giorno con così tanti lutti occorre guardare ai numeri con freddezza e trovare quegli «spiragli di luce in fondo al tunnel», di cui ieri il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha parlato a Sky Tg 24. E allora cerchiamoli questi spiragli.

I NUOVI CONTAGI


A Modena si è avuto un incremento dell’8,9% determinato da 172 nuovi positivi. Il totale dei contagi (compresi morti e guariti) è 2094. Dunque dov’è la luce in questi numeri? L’aumento di poco inferiore al 9% resta in linea con quelli di sabato e venerdì, tenendo anche conto che due giorni fa il commissario regionale Sergio Venturi aveva riferito di qualche tampone arretrato nel laboratorio di Modena. Come sempre il dato non è una fotografia in diretta dell’andamento dell’epidemia.

L’altro dato positivo è quello della Terapia intensiva. Nessuno dei nuovi casi ha richiesto il ricovero in Rianimazione dando così respiro al reparto degli ospedali più sotto pressione; 138 sono in isolamento domiciliare e 34 in degenza. I nuovi positivi toccano ancora in prevalenza Modena (36) e Carpi (24), oltre all’area molto colpita del distretto ceramico: Formigine 11, Maranello 4, Fiorano 6 e Sassuolo 17. Via via tutti gli altri Comuni: Bomporto 1, Campogalliano 1, Castelfranco 5, Castelnuovo 5, Castelvetro 6, Cavezzo 1, Concordia 3, Finale 1, Marano 4, Mirandola 6, Nonantola 1, Novi 1, Pavullo 8, Polinago 2, Prignano 1, San Felice 1, San Possidonio 1, Savignano 2, Sestola 1, Soliera 5, Spilamberto 5, Vignola 5, Zocca 1 e infine 6 residenti fuori provincia.

I DECESSI

Se due giorni fa si piangeva la vittima più giovane del Modenese (una donna di Prignano di 50 anni), ieri è stata la volta di quella fin qui più anziana. Una signora residente in città che dopo 103 anni di vita si è arresa al virus. Sempre in città risiedevano altre 6 vittime delle 17 di ieri: un 97enne, un 96enne, una 77enne, un 95enne, un 82enne e infine una 60enne. A Formigine sono morti un 88enne, una 93enne e un 81enne. A Maranello due 83enni e un 84enne. E poi a Mirandola un 75enne, a Nonantola una 65enne, a San Felice un 61enne e a Castelvetro un 88enne. In totale a Modena e provincia sono morte 161 persone: età media 80,6. La mortalità è del 7,6%.

I GUARITI

Vi sono anche persone guarite: 13 completamente (con due tamponi negativi) e 11 clinicamente, vale a dire senza più sintomi. In totale alla data di oggi sono 95 le persone guarite clinicamente, di cui 29 con il doppio tampone negativo.

OTTIMISMO

In Regione i casi sono 13.119, 736 in più di sabato. Il giorno prima erano stati 795. Complessivamente, sono 5.726 le persone in isolamento (368 in più); 333 quelle in Terapia intensiva, 17 in più rispetto a ieri. I decessi sono passati da 1.344 a 1.443: 99 in più.

«Continua il trend osservato nei giorni precedenti- afferma il commissario Venturi- quindi una moderata riduzione dei casi percentuali, confermati dalla riduzione degli accessi in Pronto soccorso e, attraverso il 118, in ospedale per polmonite interstiziale. Purtroppo, è ancora alto il numero dei decessi, ma ci aspettiamo comunque una significativa riduzione sia dei contagi che dei decessi nei prossimi giorni. Stiamo ponendo particolare attenzione alla situazione delle case protette, che ormai restano l’unico vero focolaio d’infezione sul territorio, perché- chiude Venturi- osserviamo come le misure di distanziamento sociale comincino a dare i primi risultati. Ma non è questo il momento di mollare: rispettiamo tutti regole e restrizioni».

E da oggi si inizierà anche con una nuova fase, come annunciato dal presidente Bonaccini: «Negli ultimi tre giorni abbiamo superato i 5500 tamponi al giorno e adesso partiremo con 100 mila test sierologici a tutto il personale medico-sanitario e a tutto quello socio-assistenziale e nel caso di positività faremo il tampone classico fatto direttamente in auto. La cosa che più osservo è che stanno calando gli ingressi nei pronti soccorso. Bisogna reggere. Credo che servano ancora le restrizioni - conclude il governatore Bonaccini - e serviranno ancora per qualche tempo. Adesso che sta cominciando a vedersi qualche luce in fonda al tunnel guai ad abbassare la guardia». —

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