«Chi scambia foto di ragazze di Modena?» Il gruppo web con pedofili e revenge porn

Su Telegram chat con immagini anche di minorenni. E c’è un programma informatico che “spoglia” quelle vestite



«Ma alla fine, qualcuno ha ancora tipe di Modena? E non fatemi la predica “Erano 17enni bla bla”. Il 70% delle foto qua so tutte minorenni».


Così scrive il 19 febbraio alle 2.20 un utente anonimo sul gruppo Telegram “La Bibbia 4.0”. Ce ne è un altro che chiede chi abbia video di ragazze di Modena, chi invece si offre di scambiarne in privato. «Io ho foto di una ragazza di Novi». Un altro forse fa peggio: posta l’immagine di una ragazza nuda che non avrà più di 18 anni, mettendo nome e cognome e assicurando che sì, «questa è di Modena».



Sono alcuni messaggi, poche gocce, in un fiume di parole becere e sessiste di quello che è forse il più grande gruppo italiano dedito al porno, usato da alcuni utenti per Revenge Porn e pedopornografia.

Sabato il picco di oltre centomila utenti da tutta Italia, dopo una denuncia di un articolo del portale Wired, un fatto che ha anche infastidito gli amministratori del gruppo, che è costituito da tanto altri sottocanali. Troppi nuovi utenti, tra cui alcuni critici. E quindi i gestori hanno silenziato tutto: «Il gruppo verrà smutato non appena la situazione si sarà ristabilita, non uscite, non c'è nessun rischio. Il gruppo è legale». Legale? Basta effettuare una ricerca nella cronologia dei media per capire che di legale c’è poco. Migliaia di foto di donne, alcune adulte, altre adolescenti: la maggior parte ignare di essere finite lì, a disposizione di tutti. Ci sono autoscatti o brevi video a sfondo erotico che sono stati inviati a una persona fidata, magari un fidanzato, che poi le ha lanciate nell’oceano del web in pasto a chiunque. O le usa come esca per ottenerne altre.

C’è anche chi, venuto a conoscenza della cosa, entra nel gruppo e protesta. Viene ricoperto di offese.

Gli risponde un certo Giorgio: «Io non capisco l’ipocrisia della gente che viene a minacciare nei gruppi del genere perché la loro sorella ha mandato foto porno che sono girate in rete. È normale che se poi vi lasciate con tizio e ha foto di voi compromettenti le manda in giro per ripicca. È chiaro che è un bastardo, ma d’altronde non fate le foto e annullate il pericolo di trovarvi in giro nelle chat. È la stessa cosa che è successa a Diletta Leotta. Offesa perché tutto il mondo ha visto le sue belle...».

Poi arriva qualcuno a dargli manforte: «Saranno 10 anni che ci sono sti gruppi...». E un altro: «E non avete visto cosa c’è in Russia». Insomma non è colpa loro.

Telegram è un app di messaggistica russa, molto simile a Whatsapp ma con potenzialità maggiori. Si può chattare con un amico, ma anche creare supergruppi con 200mila utenti, con cui ad esempio un sindaco potrebbe inviare importanti comunicazioni ai cittadini magari in caso di emergenza. Ma quelli della Bibbia 4.0 (a proposito la 5 è già pronta in quanto Telegram ha poi chiuso la 4.0) usano la forza dell’app per altri scopi. Come riporta Wired, in uno dei canali collegati e poi chiusi si leggevano frasi scioccanti del tipo “Scambio foto di mia figlia”. Nel calderone degli utenti ci sono - e verrebbe da dire purtroppo - anche giovanissimi che partecipano attivamente. E c’è di più.

C’è chi posta gli screenshot di un profilo Instagram: “Qualcuno ha foto di questa?”. Se la risposta è no, se quella ragazza - che sembra minorenne - negli archivi non c’è, arriva uno che suggerisce di usare il bot Denuder e mette un link (un bot non è altro che un programma informatico, ndr). Clicchiamo. Si apre un’altra finestra di chat e il bot si presenta: «Il primo Bot su Telegram che permette di svestire le donne. Vendicati della tua ex o fai incazzare qualche ragazzina viziata che non vuole svolgere le mansioni casalinghe». Come funziona? Come il nome suggerisce. Basta mettere la foto di una donna in costume e il programma di intelligenza artificiale la elabora, calcolando curve e lineamenti, restituendo l’immagine fittizia di quella ragazza nuda. È una foto falsa. Ma una volta che finisce nel web a chi importa? —

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