“Bibbia” web della pedo-pornografia: a Modena si stanno azzerando le denunce in Procura

Traffico di foto oscene di adolescenti : con l’isolamento in casa brusco calo di segnalazioni. Ma per gli investigatori non significa minori attività illegali del gruppo

MODENA. Il gruppo è stato chiuso sabato sera proprio dal gestore, Telegram. I sottocanali continuano a funzionare attirando un enorme flusso di visitatori: curiose e “guardoni” veri e propri ma anche chi protesta a gran voce contro il traffico osceno di queste foto di ragazzine minorenni. La polizia postale continua a monitorare le attività, ma gli scambi di foto e video nuovi sono drasticamente calati e le denunce azzerate. L’isolamento in casa produce l’effetto a doppia faccia di sovraesporre l’attenzione verso la “Bibbia 4.0”, il canale di pedopornografia e “porn revange” più utilizzato, che si nutre di flussi di migliaia di foto e video nuovi ogni giorno. Mostrano minorenni in pose esplicite che scatenano gli appetiti dei pervertiti italiani. Foto e video rubati o girati da ex fidanzati in cerca di vendetta oppure offerti dalle stesse ragazze come forma di prostituzione soft online.

ADOLESCENTI E PORNO. Foto che ritraggono anche ragazze modenesi, come ha anticipato ieri la “Gazzetta” in un servizio articolato che mostrava come il traffico di nostre concittadine giovanissime – si parla di adolescenti dal 13 ai 18 anni – non si sia fermato tre anni fa con l’ondata di denunce (45 in tutto) e perquisizioni scatenate dalle segnalazioni dell’associazione reggiana “La Caramella Buona” e dai genitori delle ragazze vittime.


CROLLANO LE DENUNCE. Lo conferma la Polizia Postale, che sulle attività illecite di “Bibbia 4.0” sta lavorando da anni. Lo conferma la Procura Distrettuale di Bologna che ha l’esclusiva regionale nelle indagini sulla pedopornografia. Lo conferma la stessa “Caramella Buona” tramite il suo presidente Roberto Mirabile.

MONITORAGGI CONTINUI. La Polizia Postale svolge un costante monitoraggio sulle applicazioni di Telegram e Whatsapp che attirano adulti in cerca di foto oscene di minorenni. A Modena e al Compartimento di Bologna si seguono con monitoraggi continui anche le piattaforme che utilizzano per gli scambi di materiale foto e video. Ma da fine febbraio il flusso delle immagini è bruscamente calato.

 

RAGAZZE MODENESI COINVOLTE. Ed è ai giorni precedenti che va riferita la recente indagine giornalistica pubblicata dal portale “Wired” che ha riferito di come alcune ragazze modenesi (e una di Novi) siano state al centro di richieste e di scambi di fotografie tra i partecipanti a questo festival del voyerismo illegale. Sono 30-40 le foto di ragazzine modenesi taggate, a fronte di un flusso indistinto che, secondo un rilevamento del 2017 (quando scoppiò il caso), raggiungeva le 15mila foto e video al giorno. Questo perché le foto spesso vengono inserite e diffuse senza localizzarle, tranne questi casi specifici dove c’è una richiesta degli utenti e clienti pedofili di sapere da dove arrivano. Si tratta di gente in media dai 30 ai 40 anni; tre su quattro sono maschi ma esiste anche un 25% di utenti donne.

ZERO SEGNALAZIONI. Se alla Procura di Modena non sono arrivate segnalazioni, come ci è arrivata conferma anche ieri, le denunce già elaborate dalla Postale e dai carabinieri arrivano direttamente sul tavolo del pool che segue la pedopornografia alla Direzione Distrettuale di Bologna diretta dal procuratore aggiunto Lucia Russo. Anche qui viene confermato l’azzeramento di denunce e segnalazioni di rilevo su la “Bibbia 4.0” nelle ultime settimane quando negli ultimi mesi si attestavano sulle 20-30.

"CARAMELLA BUONA". Ciò non significa ovviamente che non avvenga nulla di illecito o grave. Gli investigatori spiegano che casi di “revenge porn” e diffusioni web all’insaputa della ragazza sono costanti ma verranno scoperti ed denunciati solo a fine isolamento. Spiega il presidente di “Caramella Buona”, associazione che ha sede a Reggio ma segue anche il territorio di Modena: «Il silenzio apparente nasce dal fatto che in questi giorni siamo tutti costretti a una convivenza domestica forzata. A livello nazionale i casi portati alla luce di violenza domestica sono in forte calo. Riceviamo invece parecchie segnalazioni di bambini e adolescenti, anche dai 9 ai 13 anni, che, disponendo dei 100 giga di traffico telefonico regalati, si espongono alla pornografia». «La verità – spiega Mirabile – è che la “Bibbia 4.0” si nutre di continuo materiale nuovo. Il traffico non si ferma mai neanche di fronte alle nuove leggi come il Codice Rosso contro il “revenge porn”. Anzi la trasgressione eccita i partecipanti a scambiare foto ancora più spinte e a vantarsene. Per una ragazza la cessione di quelle foto spinte è l’inizio di un incubo senza fine sul web». —
 

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