«Emergenza, la fine è sempre più vicina» Ma nelle case di riposo i contagi salgono a 282

Nel modenese ieri registrati 56 nuovi casi e 6 decessi Venturi: «Bene così, ma a Pasqua dobbiamo stare a casa»

MODENA. La luce inizia a essere più chiara, anche se per vederla bene ora bisogna superare un doppio ostacolo: Pasqua e Pasquetta, «giorni che dobbiamo trascorrere a casa, perché nessuno di noi vuole trovarsi di nuovo in una situazione quasi ingestibile come quella di fine febbraio». Nel suo consueto bollettino serale sull’andamento dell’emergenza Coronavirus, il commissario regionale Sergio Venturi inizia a vedere netti segnali di miglioramento: «Andiamo verso lo spegnimento dell’emergenza - spiega - ma ora è importante continuare a restare in casa, soprattutto a Pasqua e Pasquetta». E anche se ci sono realtà in cui i contagi continuano a essere tanti, il commissario ricorda che «il dato che conta è quello dei ricoveri: quelli in Terapia intensiva sono crollati, ma da qualche giorno anche quelli negli altri reparti sono diminuiti fortemente».



Passando ai numeri e partendo da Modena, dunque, sono 56 i nuovi contagi, con 48 cittadini in isolamento a casa (l’85%) e 8 ricoveri, nessuno dei quali in Terapia intensiva. Per quanto riguarda la distribuzione dei contagi, che complessivamente sono 2.867, 19 riguardano il capoluogo, 5 Carpi, 4 Vignola, mentre 2 casi sono stati registrati a Castelvetro, Formigine, Medolla, San Cesario, Sassuolo, Savignano e Spilamento. Un nuovo caso a Bastiglia, Concordia, Finale, Lama, Mirandola, Montefiorino, Novi, Polinago, San Felice, Serramazzoni e Soliera, mentre 3 casi riguardano cittadini residenti in altre province. Sei, invece, i decessi avvenuti ieri nel modenese per Coronavirus: si tratta di un 50enne di Fiorano - che aveva diversi fattori di rischio - un 85enne di Sassuolo , un 90enne di Ravarino, una 94enne di Pavullo e due uomini di Montefiorino (di 76 e 72 anni). Numeri che portano a 267 il numero complessivo dei decessi nella nostra provincia. Per quanto riguarda le guarigioni, quelle registrate ieri sono state 81, portando a 411 il numero complessivo dei modenesi guariti.

Numeri analizzati ieri in Conferenza sociale sanitaria dal direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla: «I dati mostrano un significativo miglioramento - ha detto il dg - pur in una situazione complessiva che necessita di tenere alta l’attenzione, sia dal punto di vista del sistema sanitario, sia per quanto concerne le norme che ciascun cittadino è tenuto a rispettare al fine di evitare il contagio». Ripercorrendo l'andamento dell'epidemia, Brambilla ha rilevato che dal picco del 19 e 20 marzo con 113 accessi ai pronto soccorso per polmonite, di cui la metà ricoverati, si è passati ai 42 dell'8 aprile, di cui 24 ricoverati; il totale dei ricoverati negli ospedali è passato dai 528 del 29 marzo ai 375 attuali, di cui 74 in Terapia intensiva (erano 103 il 29 marzo). La Conferenza sociosanitaria ha affrontato anche il tema delle case residenza per anziani, che in diverse strutture della provincia stanno vivendo situazioni drammatiche. Secondo i dati diffusi ieri, nelle strutture per anziani accreditate, su un totale di 3254 posti letto si sono verificati, fino al 7 aprile, 282 casi di Covid-19, confermati da 508 tamponi eseguiti, mentre gli ospiti deceduti sono finora 58 (ma alla Funzione pubblica della Cgil alla stessa data ne risultavano 77). Per quanto riguarda i 2.500 operatori impegnati nelle strutture, i casi positivi, sempre alle data del 7 aprile, sono 95 (su 177 tamponi eseguiti), che hanno portato a un decesso, quello dell’operatrice di Villa Margherita Anna Caracciolo. Complessivamente, su 52 strutture, quelle interessate da casi positivi sono 16. «Per tutte le vittime esprimiamo il cordoglio ai familiari - ha affermato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Conferenza - e un pensiero particolare va all'operatrice della Cra strappata dalla malattia dall'affetto dei suoi cari e, nel suo ricordo, siamo vicini ai tanti suoi colleghi in prima linea, insieme ai lavoratori di tutta la sanità, per sconfiggere questa epidemia». —




 

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