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Sassuolo. La gatta Mia sale in furgone, finisce a Reggio e dopo oltre un mese è tornata a casa

Gatta smarrita a Sassuolo e recuperata a 26 chilometri di distanza a Reggio Emilia dopo 34 giorni. È una storia a lieto fine quella di Mia, che probabimente si è intrufolata in un furgone da lavoro di un cantiere di ristrutturazione per poi ritrovarsi in un luogo completamente diverso Grazie a ricerche sul web lieto fine per una famiglia

SASSUOLO Gatta smarrita a Sassuolo e recuperata a 26 chilometri di distanza a Reggio Emilia dopo 34 giorni. È una storia a lieto fine quella di Mia, che probabimente si è intrufolata in un furgone da lavoro di un cantiere di ristrutturazione per poi ritrovarsi in un luogo completamente diverso da quelli in cui era abituata a vivere. Tutto è successo il 27 febbraio, quando Mia è sparita da via San Gregorio, facendo preoccupare non poco la sua padrona: «Mi segue sempre dappertutto – racconta Francesca Siracusa – ero uscita e, forse spaventata dai rumori del cantiere, è scappata. Poi non l'abbiamo più vista. Ho iniziato a cercarla tre volte al giorno, ad affiggere i cartelli in giro per Sassuolo, a contattare il gattile e la polizia locale. Ho poi messo gli annunci su Facebook, prima nei gruppi legati a Sassuolo e poi, visto che non si trovava, di Castellarano e di altri comuni vicini. Ma Mia non si trovava». È qui che nella storia entra in gioco un "angelo custode" che si chiama Rossella Aiello: vive in via Adua a Reggio Emilia e un giorno vede questa gattina in giro: «Era attorno al condominio dove vivo – spiega Rossella – e ho chiesto alle persone che vivono nel mio palazzo di chi fosse. Nessuno lo sapeva. Era lì da un mese e tutti, a turno, le davano da mangiare. A quel punto anche io le ho fatto una foto e ho pubblicato su dei gruppi di Facebook un appello per capire se qualcuno aveva perso la gatta. Mi hanno risposto in due: Francesca e la responsabile del gattile di Sassuolo».

Era il primo aprile e non era uno scherzo, a dispetto della data. Francesca ha chiesto a Rossella ulteriori dettagli, non credeva a tutto questo. «Sono andata di nuovo dalla gatta e ho scattato le immagini richieste – prosegue la cittadina reggiana – ho visto che aveva tre punti neri sul naso, una macchia sulla fronte e dietro era macolata, proprio come diceva la signora di Sassuolo. A quel punto, è venuta a prenderla e la gatta l'ha subito riconosciuta». Adesso le due donne si tengono in contatto: «Francesca la sento – spiega – ogni tanto mi manda le foto di Mia e mi fa vedere che sta bene». L'animale, ormai tornato a casa a Sassuolo da una settimana, sta comunque affrontando una fase di recupero: come accade per un persona, anche un gatto ha una sua psicologia e Mia ha subìto gioco forza un grande shock.


«La gatta mi ha riconosciuto subito appena l'ho presa in braccio – spiega Francesca Siracusa – ma quando è tornata mostrava evidenti segni di stress, come per esempio il fatto di avere un'infiammazione dell'intestino. Il veterinario l'ha seguita e ha fatto una cura di antibiotico. Adesso è tornata a giocare con l'altro gatto di casa, Arturo, e con i miei figli». In casa dunque ci sarà comunque aria di festa per questa Pasqua, nonostante quanto la situazione attuale preoccupi un po' tutti. «Devo ammettere che ero arrivata a un punto in cui non speravo più che questa storia potesse avere un lieto fine – conclude la proprietaria di Mia – adesso lo posso dire: è stato un vero e proprio miracolo». E di questi tempi di storie belle ne abbiamo tutti ancora più bisogno. —

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