Cornacchie attaccano pedoni e ciclisti a Modena: arriva “Il Pettirosso”

In via Cividale ripetuti episodi contro i passanti per difendere i propri piccoli: i residenti uscivano con ombrelli e racchette

MODENA Di solito, perché passi in secondo piano un problema è sufficiente se ne affacci un altro: non bastasse il fermento per la “Fase Due” del Covid-19, i residenti di via Cividale hanno dovuto vedersela con le cornacchie. Da quasi una settimana infatti chiunque abbia deciso di avventurarsi in zona ha fatto i conti con la (quantomai aggressiva) premura degli uccelli che, temendo per l’incolumità del proprio piccolo ancora incapace di volare, hanno ritenuto necessario attivarsi in ogni modo per difenderlo. E così di fatto è diventato difficile uscire di casa anche solo per avvicinarsi ai cassonetti dell’immondizia sull’altro lato della strada, senza vedersi planare contro una cornacchia più o meno arrabbiata: gli espedienti di “difesa contraerea” (dagli ombrelli alle racchette) non hanno sortito un gran effetto e il disagio già notevole è diventato profondo a causa di alcuni spiacevoli incidenti. Più di un residente è caduto dopo esser stato spaventato dalle virate improvvise delle cornacchie e i ciclisti sono presto rientrati nella categoria più a rischio, insieme agli animali domestici. I condomini del Corallo 13 si sono rivolti dopo alcuni giorni all’associazione il Pettirosso e mercoledì, non senza qualche polemica, le cornacchie sono state portate altrove per permettere sì alla natura di seguire il proprio corso, ma senza rendere con questo la vita più difficile all’uomo. «Tutti amiamo gli animali - osservano i condomini - ma si tratta di risolvere un problema che esiste: dobbiamo aspettare che qualcuno si faccia male sul serio per intervenire?».

Ad ogni modo, il problema per il momento è risolto e le cornacchie possono tranquillamente badare al proprio piccolo altrove, permettendo così – salvo sorprese – una ripresa delle attività quotidiane in via Cividale. Resta se non altro attuale la riflessione già scatenata dalla diffusione del coronavirus e, sebbene in tutt’altre proporzioni, riproposta dalla curiosa vicenda delle cornacchie: la natura non sempre ci mostra il suo volto benevolo e forse non è esclusivamente ed incondizionatamente casa accogliente per l’uomo. —





 

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