Otto anni senza notizie di Paola Landini La donna scomparsa dal poligono di tiro

Era il maggio 2012 quando si persero le sue tracce: né polizia né un investigatore privato hanno trovato risposte certe 

l’appello

Francesco Dondi


Otto anni, tanto è passato dal giorno della scomparsa di Paola Landini, uno dei misteri recenti di Modena e provincia. Un appello, in occasione del triste anniversario, è stato lanciato dalla trasmissione Chi l’ha visto usando le parole della madre pronunciate nel 2012 e che ancora sembrano attuali. Ma nonostante tutto della donna si sono perse le tracce in quel 15 maggio. Eppure c’è ancora chi spera di poter ricevere informazioni utili, necessarie a capire cosa realmente avvenne in quei giorni. Nessuno, finora, è stato in grado di dare delle risposte ufficiali ai familiari: non ce l’hanno fatta le forze dell’ordine che all’inizio indagarono su più fronti, e non c’è riuscito neppure un investigatore privato che venne incaricato di cercare indizi e prove utili a imboccare qualche pista concreta.

Ma su Paola non ci sono riscontri e non a caso, a distanza di un paio d’anni, anche i più accaniti hanno dovuto desistere, archiviando la sua scomparsa come un mistero senza spiegazioni.

È morta? È stata uccisa e il suo corpo occultato? Ha scelto di allontanarsi e di non tornare più a casa, seguendo un piano ben congegnato? Non esiste, al momento, una risposta che abbia più valore delle altre perché di Paola Landini proprio non si sa nulla.

Le indagini di allora partirono da alcune, limitate certezze. La donna, che oggi avrebbe 51 anni, fu sentita per l’ultima volta dalla madre Deanna e dal figlio Luca, avuto dal precedente compagno, il 14 maggio. Il 15, invece, soltanto il compagno Roberto Brogli la vide di mattina, salutandola prima di recarsi al lavoro. Brogli era anche il presidente del poligono di tiro di Rometta Alta. E proprio nel parcheggio del poligono il custode della struttura ritrovò la Fiat Punto di Paola. All’interno erano custoditi alcuni effetti personali e anche il portafogli contenente del denaro. Vennero effettuati accertamenti scientifici sulla vettura dai quali non emerse nulla di così decisivo nelle indagini coordinate dalla Procura di Modena. Che a sua volta, dispose anche il sequestro di una decina di armi tra il poligono - dove la 51enne effettuava alcuni lavori di pulizia e giardinaggio - e l’abitazione di Fiorano. Dalla casa dove vivevano Landini e Roberto Brogli si disse, ai tempi, che mancassero due pistole di calibro molto piccolo: una Star 6,35 e una Sites 380, calibro 9x17. L’ipotesi portò a pensare che le armi fossero state prese da Paola nel giorno in cui era poi scomparsa. Si diceva avesse timore di qualcuno - non a caso vennero effettuati approfondimenti su un presunto stalker che però non portarono ad alcun riscontro - e che quelle armi le dovessero servire per difendersi. Le pistole non vennero mai ritrovate, mentre dai sequestri probatori non emersero riscontri utili all’inchiesta. Che per anni non venne mai dichiarata archiviata, riprendendo impulso in concomitanza con qualche suggestiva dichiarazione televisiva o all’ingresso di nuovi fattori come, ad esempio, una lettera anonima che il figlio Luca consegnò alla polizia ma dalla quale non arrivarono evidentemente riscontri. Dal 2014 di Paola non si parla più ma a otto anni il suo resta un mistero. —

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