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Terremoto nel modenese. Il punto: ancora 894 nuclei sfollati Il 76% delle case sono ok 700 milioni per il pubblico

I NUMERI

Negli ultimi giorni di maggio 2012 quasi 200mila persone potevano considerarsi sfollate: nessuno o quasi nella Bassa terremotata si azzardava a dormire in casa. Otto anni dopo, i nuclei familiari che non hanno ancora potuto fare rientro nella propria abitazione d’origine sono 894 o meglio queste sono le famiglie che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione o simili. Si può comunque partire da un dato: il 98% della ricostruzione leggera è completato mentre sul fronte dei danni classificati pesanti (E) si arriva al 74%. In territorio modenese il 76% dei progetti è quindi concluso con quasi 1,6 miliardi di contributi erogati. Nei 4555 edifici sistemati sono ricompresi: 9304 case e 3.155 attività economiche (811 unità ad uso produttivo, 895 ad uso commercio, 415 ad uso ufficio, 1.034 ad uso deposito).



Diventa poi interessante andare ad esplorare il tessuto produttivo, il famoso ambito che “produceva il 2% di Pil italiano” e che ora è sempre più internazionalizzato tanto che il presidente Bonaccini annunciò come l’asticella 2% pre sisma sia stata superata lo scorso anno anche grazie all’innovazione. Sono state 2489 le concessioni della ricostruzione nell’ordinanza 57 (1209 per l’industria, 360 per il commercio e 920 per l’agricoltura), 1855 sono gli interventi chiusi per un contributo complessivo liquidato di un miliardo. A ciò vanno aggiunti i 12 milioni di bando Inail, i 26 per il bando sulla ricerca 2013 e i 3,5 milioni per quello del 2015.



Il tasto dolente, quantomeno sul fronte temporale, restano invece le opere pubbliche per le quali le complessità progettuali e i vari passaggi autorizzativi rallentano i lavori. Nel modenese sono 639 i progetti depositati (181 già conclusi, 269 in fase di cantiere e 189 in progettazione) per un piano complessivo che ora vale 703 milioni di euro. Numeri comunque destinati a crescere visto che molti paesi hanno strutture da sistemare che ancora non hanno preso in carico. In diretto collegamento con i centri storici ci sono invece le attività commerciali del centro storico: 27 milioni a disposizione dei Comuni per la riqualificazione e il rilancio mentre per i privati sono state 281 le domande approvate, 278 già finanziate per 15 milioni e un investimento complessivo di 21. —

f.d.