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La Bassa e il terremoto otto anni dopo «Meno lacci per finire la ricostruzione»

I sindaci Greco e Goldoni al primo anno di celebrazioni: «La burocrazia è un freno, ma la macchina comunale non si ferma»



Essere sindaci nel mezzo della ricostruzione post terremoto e con davanti la sfida della ricostruzione post Covid. Nella Bassa le due sfide viaggiano su binari paralleli ma hanno un traguardo unico: garantire la sopravvivenza e il rilancio di comunità già provate da otto anni trascorsi sull’ottovolante della burocrazia. Tra coloro che hanno quantomeno completato l’analisi dei progetti privati ci sono Mirandola e Concordia. «Al 31 ottobre Mirandola è stato il primo Comune del cratere del sisma a chiudere il rilascio delle cambiali Mude - spiega il sindaco Alberto Greco, alla sua prima celebrazione del cataclisma - I Mude conclusi rappresentano un volume di 276 milioni 149mila euro, sui 469 milioni 653mila euro assegnati in totale. Sono dati sicuramente positivi e importanti. Nei mesi dovuti all’emergenza Covid gli uffici hanno continuato a lavorare determinando ulteriori liquidazioni e chiusure di pratiche».


«La soddisfazione è stata tanta - ammette Luca Prandini, sindaco di Concordia - Una prima parte del nostro percorso è stata fatta, ma non nego che l’impegno è stato parecchio. Aumentare gli operatori negli uffici comunali è stato importantissimo, ma anche l’attività politica è servita: ormai non tengo più il conto degli incontri che abbiamo effettuato per analizzare ogni singolo problema».

Problemi che sta vivendo San Felice, tra i paesi più indietro nella approvazione dei progetti. «Il fatto positivo nella ricostruzione, pur in una immane tragedia come è stato il terremoto, è quello di poter contribuire a cambiare il volto del mio paese, rendendolo più bello e più sicuro - dice il neo sindaco Michele Goldoni - Mi ha colpito negativamente l’eccessiva burocratizzazione di alcuni procedimenti della ricostruzione, in particolare nelle opere pubbliche, che oggettivamente impedisce una accelerazione delle procedure e dilata a dismisura i tempi. San Felice è stato purtroppo molto colpito dal sisma, il lavoro in Comune non si è mai interrotto e anche in questi mesi di Covid-19, che pure non hanno certo aiutato, l’iter delle pratiche è continuato ad avanzare. Faremo in modo di concludere entro la data prevista come termine ultimo».

E anche a Mirandola le difficoltà non mancano. «Sarebbe necessario superare lacci e lacciuoli che ancora frenano la ricostruzione - ammette Greco - Quest’ultima ha di sicuro rappresentato un elemento di smobilitazione concreta di ingenti risorse per il comparto edile, da anni per altro in forte difficoltà. Quello che però poteva essere un punto di forza o meglio la chiave di volta per il sostegno al settore, attraverso l’iniezione di capitali, si è trovato a fare i conti con una fitta gabbia di norme. Il rapporto con gli istituti di credito infatti, non è stato sempre lineare e, in questa fase, caratterizzata da molti Stati Avanzamento Lavoro finali, rischia letteralmente di incepparsi, lasciando ferme imprese che non riescono più ad anticipare i costi di materiali e manodopera. Dall’inizio del mio mandato, in più occasioni mi sono dovuto confrontare con i destinatari di contributi che, a più riprese, hanno dovuto far fronte ad una serie di imprevisti, dati da una non del tutto chiara applicazione delle ordinanze in materia». —