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Modena Sì ai bagni separati per i dipendenti e gli addetti coop anche ai Musei civici

A prevederlo le linee guida per la sicurezza Covid-19 Fase 2: servizi distinti, su richiesta sindacale, per i lavoratori in appalto

MODENA Qualcuno prova a scherzare: «Forse a Modena abbiamo troppi bagni...». Ma, per effetto di Covid-19, la suddivisione delle toilette in base alla tipologia di contratto prende piede: l’apripista è stata la biblioteca comunale Delfini - con i bagni riservati ai dipendenti pubblici, i bagni dedicati ai lavoratori della cooperativa che ha vinto l’appalto e i bagni a uso degli utenti - ma, a ruota, seguono i Musei civici.



Anche qui, infatti, opera personale in appalto (i lavoratori della cooperativa modenese “Mediagroup”) e anche qui valgono le stesse linee guida «per la sicurezza Covid-19 Fase 2 nei luoghi di lavoro». Quelle che, come spiega il Comune, sono state definite per garantire un rientro all’insegna della massima sicurezza: «Il documento, realizzato con la collaborazione del medico competente e del responsabile servizio prevenzione e protezione (Rspp), condiviso con i rappresentanti dei lavoratori della sicurezza (Rsl) e con le organizzazioni sindacali, individua le prescrizioni e le misure da adottare in questa fase al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio del personale dipendente».

Certo, e la nota del Comune lo dice, la situazione è in evoluzione: «Le linee guida, che tengono conto delle indicazioni fornite dal “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” redatto dall’Inail e approvato dal Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile, verranno aggiornate sulla base dell’evoluzione della situazione». Ma, continua ancora la nota, «in questa fase, tra questi provvedimenti, si individuano diverse misure organizzative tra le quali anche quelle riferite all’utilizzo dei servizi igienici. Su questo tema è stabilito che il Comune individua, dove non già presenti, servizi diversificati per i dipendenti e per l’utenza predisponendo l’apposita segnaletica. Ove possibile, come richiesto dalle organizzazioni sindacali della funzione pubblica, vengono individuati servizi separati per i dipendenti delle imprese che gestiscono attività in appalto».

Le linee guida sono state firmate insieme alle associazioni sindacali, conferma Giada Catanoso, responsabile della funzione pubblica per il Comune di Modena: «Tutto nasce dal protocollo nazionale del 24 aprile firmato da governo e parti sociali sia per l’ambito pubblico che quello privato. Ora il documento è legge e lì si parla di interni ed esterni, dipendenti e non dipendenti. Certo, si tratta di un paradosso, ma a monte ci sta il paradosso più grosso, quello dei precari che spesso fanno il medesimo lavoro dei dipendenti pubblici, ma sono trattati in modo molto differente». Ora anche nell’utilizzo dei servizi igienici.

«Mi pare che questa situazione, a Modena, non riguardi asili e scuole, ma riguardi i musei dove ci sono operatori di una cooperativa. Inoltre c’è anche il personale delle pulizie, sempre esterno, che usa bagni diversi da quelli dei dipendenti. Si comprende bene che occorrerebbe innalzare la discussione e parlare dei precari. In ogni caso - conclude Catanoso - il Comune è stato ligio a proteggere la sicurezza di tutti applicando le misure alla A alla Z».

Alla biblioteca Delfini - dove lavorano una quarantina di persone metà delle quali in appalto - lo sconcerto e il malumore, però, rimangono. E, con essi, una domanda: perché i tre bagni più “belli”, dotati di porte, bidet e asciugamani, sono tutti riservati ai dipendenti pubblici?

La cooperativa bolognese “Open Group”, che fornisce il personale esterno proprio alla Delfini e alle altre biblioteche comunali di Modena, non azzarda risposte: «Preferiamo non commentare questa situazione», spiegano dalla sede di Bologna. E molti altri scelgono di sfilarsi commentando, solo “off records”, che la ripartizione dei servizi igienici alla modenese è «surreale».

E la Regione? Mauro Felicori, assessore alla Cultura, ricorda che «sul tema biblioteche abbiamo emesso una sola circolare quando il presidente Stefano Bonaccini, anticipando le scelte nazionale, ha preso in esame l’argomento del prestito oggi ripreso in tutta Italia. La suddivisione dei bagni? Non è un tema di nostra competenza...». —