Modena, dopo la quarantena case con balconi e verde: così il centro rischia

Vosino rappresenta gli agenti immobiliari: «La clausura ha inciso sulle scelte In questo modo si rischia seriamente di perdere residenti dentro le mura»

MODENA. «Otto clienti su dieci cercano case con spazi esterni». Raffaele Vosino è il presidente della Federazione italiana mediatori agenti d’affari della Confcommercio di Modena. «Aver vissuto quasi tre mesi di lockdown invoglia le famiglie a ragionamenti diversi - spiega Vosino - come avere una casa con un balcone, un terrazzo o un giardino. Nelle prime settimane possiamo dire che ci sono stati richieste rivolte a immobili in grado di soddisfare alle esigenze di aree esterne». È vero che le agenzie non coprono la totalità degli affitti e delle vendite di case a Modena, ma il quadro descritto da Vosino è chiaro: l’80% di chi cerca una nuova casa vuole spazi esterni «quali un balcone, un terrazzo, un giardino». Spazi di cui gli edifici in centro di solito non sovrabbondano.



Sensazioni e dati che trovano conferma anche nelle parole di alcuni operatori che, tutti i giorni, si confrontano con le richieste. Tra questi Riccardo Ferrari che è uno dei soci dell’agenzia Immobiliare 3M con sede proprio in centro a Modena: «Abbiamo venduto anche appartamenti tradizionali, ma effettivamente pare che sia aumentata la richiesta per villette o comunque abitazioni con spazi all’aperto da sfruttare. Per esempio penso agli attici che solitamente portano in dote anche un balcone». Le motivazioni di queste scelte, come detto dal presidente Vosino, possono essere legate all’ultimo periodo di quarantena. «Sinceramente - spiega Ferrari - i nostri clienti non ci forniscono spiegazioni. Non sono tenuti a farlo. Piuttosto ci chiedono la disponibilità di questa o quell’altra casa. Noi lavoriamo anche su zone come Montale e Bastiglia che danno la possibilità di proporre case con giardino. Discorso diverso, ovviamente, in centro storico».

«Un’abitazione normale con un balcone è già una particolarità molto ricercata nel centro storico», conferma ancora Vosino. Pur senza valutare ogni singolo caso, la fase 1 ha certamente influito nella nuova propensione. «Abbiamo fatto una statistica all’inizio del lockdown - spiega - e lo abbiamo riscontrato anche direttamente riaprendo le agenzie lo scorso 4 maggio». Il presidente Fimaa Confcommercio, allo stesso tempo, ritiene poco probabile un fenomeno di desertificazione abitativa del centro di Modena. «Ci sono stati tre mesi di chiusura - aggiunge il presidente Fimaa Confcommercio - ma adesso sta riaprendo tutto. Qualcuno abbandonerà l’idea di cambiare casa».

Una teoria, questa, che è sposata anche da Costantino Zara dell’agenzia immobiliare Medaglie d’Oro: «Difficile fare pronostici, ma sono convinto che chi abita in centro storico difficilmente cambierà la sua abitazione e il suo stile di vita. C’è il fascino di quelle zone, l’atmosfera unica. I cittadini che risiedono lì sanno quali sono i pregi e i difetti. Allo stesso tempo confermo anche io che il trend degli ultimi tempi è quello che riguarda le richieste di abitazioni con spazi esterni. Il giardino, ma anche terrazzi vivibili di 15-20 metri. Di riflesso, il periodo post-lockdown, ha portato persone ad informarsi sulla possibilità di trasferirsi. Al momento è complicato dire come si evolverà la situazione».

E in provincia cosa succede? Curiosamente chi a Sassuolo è “sul campo” fornisce tre chiavi di lettura differenti tra loro. Differenti, ma tutte interessanti. Il punto di partenza riguarda, ovviamente, la richiesta di case con giardino e balcone con conseguente addio al centro cittadino. «Per quanto mi riguarda - dice Manuel Corradini del Ventaglio - ho riscontrato un interesse che si riferisce alle abitazioni con spazi esterni. L’articolo, se così si può definire, è sempre di moda, ma in questo ultimo periodo le richieste sono aumentate. C’è infatti chi ha comprensibilmente sofferto la clausura forzata. Per esempio si sta riscoprendo l’importanza del giardino condominiale che non aveva un ruolo così importante».

Sempre a Sassuolo c’è l’agenzia immobiliare TempoCasa con cui collabora Renato Carloni: «Ho ricevuto, più o meno, le stesse richieste di prima. Qualche cliente, però, si è presentato per motivazioni legate alla quarantena. Chi lo ha fatto, nel mio caso, non era alla ricerca di un giardino bensì di un appartamento con una metratura maggiore».

Fabio Borbeggiani di Eurocasa Immobiliare non ha notato particolari cambiamenti: «A Sassuolo si cerca più fuori dal centro che in centro storico. È così da alcuni anni, come da un po’ sono aumentate le richieste per case con giardino. Non credo sia legato al virus».

Ragionamento che è sposato in pieno anche dall’altra parte della provincia. A Carpi il pensiero è unanime. Dall’agenzia Dierre, Giorgia Bocchi fa sapere che «la tendenza a spostarsi nelle frazioni c’è da tempo, ma più che altro dettata dal budget». Lo stesso che, soprattutto ora, «condiziona anche la tipologia di appartamento da scegliere».

Il discorso cambia di poco per quanto riguarda TecnoCasa di Cibeno: «Non ci risultano fughe dal centro storico; un ruolo chiave lo giocano da sempre le disponibilità economiche». —

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