Tavoli distanti e piccoli eventi: il Pd riparte dalla festa nazionale a Modena

Modena torna capitale del partito a Ponte Alto: una kermesse con cinque ristoranti e qualche dibattito seguendo le norme della Fase 2

MODENA. Per i dibattiti politici non dovrebbero esserci grandi problemi, visto che da qualche anno i presenti... non sono mai troppi. Qualche problema in più potrebbe esserci per gli spettacoli, tanto che l’ipotesi è quella di rinunciare del tutto.

Quello che va verso una conferma, invece, sono i ristoranti gestiti dai volontari, che del resto rappresentano il cuore di una festa che per il 2020 ha un grande obiettivo: esserci, pur con tutte le restrizioni del caso. Succede - o meglio succederà, forse, alla fine dell’estate - a Ponte Alto, dove il Pd modenese si sta organizzando per confermare la festa provinciale dell’Unità anche nell’anno dell’emergenza Coronavirus. Una festa che peraltro quest’anno avrebbe un sapore particolare, perché il partito di Nicola Zingaretti aveva scelto proprio Modena come sede della festa nazionale.

IL PD AL LAVORO. Ma quante sono ad oggi le probabilità di vedere confermata la festa? Al momento è difficile fare previsioni, ma quel che è certo è che, con l’uscita dalla fase più difficile dell’emergenza, il Pd modenese ha iniziato a lavorare con l’obiettivo di non rinunciare al suo appuntamento più importante.

INVITI CONTENUTI. Del resto, il partito nazionale ha invitato le federazioni provinciali a confermare le feste, anche se ovviamente in versione molto più contenuta. Un invito rivolto a tutti, ma in particolare a Modena, sia perché quella di Ponte Alto è una delle tre feste più grandi d’Italia, sia perché il “marchio” di festa nazionale sarà confermato. Per quanto riguarda l’organizzazione, l’ipotesi alla quale si sta lavorando è quella di una festa dalle dimensioni molto più contenute, con la conferma dell’anima della kermesse: i ristoranti gestiti dai volontari, che ovviamente saranno meno rispetto agli anni passati, anche se l’idea è quella di confermarne cinque. Attività che saranno all’aperto, e con il rispetto delle distanze e delle misure igienico-sanitarie imposte dall’emergenza.

GLI SPETTACOLI. Ad andare verso una conferma sono anche i dibattiti politici, con l’ipotesi di un piccolo spazio e con le sedute ampiamente distanziate. Discorso diverso invece per gli spettacoli: in teoria dal 15 giugno si potrebbero organizzare eventi entro i mille spettatori e con posti a sedere distanziati, ma la linea prevalente in questo momento è quella di evitare gli eventi che per forza di cose creerebbero problemi di gestione maggiori rispetto a quelli relativi a ristoranti e dibattiti. Per quanto riguarda i tempi, se la festa 2020 andrà in porto, non dovrebbero esserci sostanziali differenze rispetto ad una tradizione che vede il taglio del nastro nell’ultima settimana di agosto, per andare avanti per buona parte di settembre. —