Modena. Ex Sant’Agostino al via dopo 15 anni Entro fine 2020 il primo cantiere 

Comune e Fondazione annunciano l’intervento da 6 milioni che interesserà l’ampliamento dei musei universitari

MODENA C’è “soddisfazione” per la partenza del primo cantiere da circa 6 milioni di euro all’ex Sant’Agostino ed è indubbia, per utilizzare il termine indicato sia dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli sia dal presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli. Ma se inquadriamo questa “soddisfazione” nella lunga telenovela dell’ex ospedale del centro storico, partita nel 2005-2007, allora essa si stempera forse un po’. A questo primo via libera la Soprintendenza dovrà farne seguire altri: il secondo stralcio del Sant’Agostino, da spedire a Bologna entro giugno, riguarda l’area dell’ex ospedale militare del vecchio Pronto Soccorso. E successivamente arriverà anche il tempo della grana: la parte bocciata nel vecchio progetto, ossia gli abbattimenti nella zona dell’ex Ospedale Pediatrico. Ma certamente questo primo “ok, si proceda” è un prezioso gol segnato poiché potrà finalmente dare il via ai lavori, entro fine 2020. 
 
Si interverrà nell’area demaniale su via Berengario, nel comparto da molto tempo concesso in uso all’università. Qui, dopo due anni di cantiere, troverà posto il nuovo allestimento dei Musei universitari. Non a caso un precedente cantiere - l’unico, finora - aveva completato un restauro importantissimo, quello del settecentesco teatro anatomico realizzato da Antonio Scarpa. Si prosegue in continuità con quel disegno che permetterà tra circa due anni e mezzo di visitare i futuri musei scientifici e anatomici di Unimore oltre appunto al vicinissimo teatro dove nei mesi passati era stata allestita la mostra di Marina Abramovic chiusa causa lockdown. 
 
Tutto ciò, come è stato spiegato ieri, per dare coerenza al progetto “Ago- Modena fabbriche culturali”, in nome di un accordo tra “neuroni e mattoni” come ha spiegato ieri in conferenza stampa Paolo Cavicchioli, il presidente della Fondazione, proprietaria degli storici 24mila metri quadrati dell’ex ospedale voluto da Francesco III d’Este. Insieme a lui il sindaco di Modena e il rettore Carlo Porro che gongolava quasi, visto che i primi risultati del futuro polo culturale, saranno legati ai musei universitari e dunque alla “Modena universitaria” voluta da tutte le istituzioni.
 
«Questo primo stralcio - spiega il presidente Cavicchioli - riguarda 6mila dei 24mila metri quadrati, quelli dove si completerà il polo dei musei universitari. Il percorso è complesso, non lo abbiamo mai nascosto, e la soluzione sono le istituzioni che lavorano insieme. Devo pertanto ringraziare tutti, visto che con la Soprintendenza c’è un rapporto di collaborazione e di confronto. Abbiamo modificato il progetto originario di Gae Aulenti, per renderlo più attuale ai tempi di oggi: per questo siamo già partiti da tempo con le funzioni culturali di Ago cui ora affianchiamo la parte edile».
 
Il sindaco Muzzarelli ribadisce che «il Comune ora vedrà un passaggio tecnico del progetto che ha già avuto l’ok della Conferenza dei servizi (si analizzerà l’antisismica, ndr). Noi in questi mesi di chiusura per Covid-19 abbiamo già riaperto numerosi cantieri, ora tocca allo strategico polo S.Agostino-Estense».
Il professor Porro ha rimarcato l’importanza «dello spazio dei musei universitari, un luogo simbolico per Unimore e la città. I nostri organi accademici faranno in fretta a dare il via libera ai futuri musei». Al di là dei passaggi tecnici, nei prossimi mesi la Fondazione di Modena avrà da lavorare sulla burocrazia: essendo la decisione della Soprintendenza giunta il primo giugno, dovrà ora essere deciso se verrà fatta una nuova gara per l’impresa del cantiere oppure se prevarrà la scelta dei vecchi vincitori del megaprogetto totale da 42 milioni di euro. Progetto però bocciato.
 
Ieri i protagonisti hanno più volte meritoriamente ricordato il lavoro iniziale di una star dell’architettura come Gae Aulenti. Com’è noto il segno distintivo del “vecchio” S.Agostino restaurato erano le due torri, abolite, ma in futuro verranno realizzate altre parti che la progettista e Ingegneri Riuniti avevano immaginato. In particolare la copertura vetrata del cortile triangolare delle Tenaglie oltre alla galleria a vetri all’ex Pronto soccorso e l’apertura est-ovest del comparto. 

 

Ma anche questi interventi dovranno passare al vaglio degli uffici di tutela. Se ne parlerà nei prossimi anni. —

 

Si farà la gara?

Il progetto del Sant’Agostino venne assegnato con un bando europeo che vinse il Consorzio Cooperative di Costruzioni, una gara che ebbe una valenza internazionale con progettisti aziende arrivate anche dall’Austria per partecipare. Ora i lavori sono sbloccati, ma si rifarà la gara dal momento che il progetto è completamente cambiato



Quali segni di Aulenti?

Alla fine di tutto, del progetto di Gae Aulenti rimarrà la copertura nel cortile delle Tenaglie. Oggi bisognerebbe dire che il progetto è stato bocciato, senza cercare un legame con un passato a dir poco faticoso per questo progetto. In questo primo stralcio, comunque, di Gae Aulenti non ci sarà nulla.