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Nonantola Gli amici dei tre ragazzi di Nonantola morti: «Erano inseparabili»  

Decine di messaggi di cordoglio per i gemelli e Ben: «La vita è ingiusta: ora ne abbiamo una conferma»

NONANTOLA Tutti tra i venti e i ventun anni, Yasser e Yosri Souaieh e Nadhem Ben Belgacem avevano già trascorso tante serate insieme e, insieme, se ne sono andati. I primi due erano gemelli ma prima di tutto erano amici: con Nadhem formavano un trio inseparabile, ed è così che gli amici, sui social, li hanno voluti ricordare. I ragazzi, nelle serate tra Modena, Nonantola e Bologna, amavano divertirsi: nelle foto che li ritraggono, che nella giornata di ieri hanno riempito le bacheche di Facebook di amici, conoscenti e parenti, Yasser, Yosri e Nadhem, giovanissimi, sorridono, inconsapevoli che se ne sarebbero andati così presto.



«Ennesima conferma che la vita è ingiusta. Riposate in pace fratelli, per sempre con voi»: queste le parole, piene di dolore, con cui Alessio Grasso ha voluto salutare i suoi amici, con una fotografia che li ritrae tutti e tre, sorridenti e in posa, in una serata estiva come tante trascorse nel centro cittadino. In tutti i ricordi postati sul social network, i tre ragazzi vengono chiamati “fratelli”, “compagni”, segno di quanto fossero amati, e di tanti è il pensiero ai genitori colpiti dalla tragedia:

«Con dolore e tristezza salutiamo nostro Fratello Nadhem - recita un post condiviso da Bouzayene Oumaima - morto in Italia con i suoi compagni in un incidente stradale. Che Dio dia coraggio ai loro genitori». Sempre Oumaima scrive: «Che Dio ti benedica, fratello. Sono scioccata dalla notizia».



Per Nadhem è anche il ricordo di suo cugino, Ali Belgacem, che ha voluto commemorare il giovane con un’immagine di lui sorridente, in posa davanti ad una macchina con indosso degli occhiali da sole: sono stati centinaia i messaggi di vicinanza e condoglianze che gli sono arrivati. Anche un’altra amica, Lorena Lezzi, ha condiviso una foto dei ragazzi definendo la tragedia “una perdita assurda”, e dicendo di averli sentiti il pomeriggio. Subito in tanti hanno chiesto notizie, compresa una cugina presumibilmente lontana, mentre Silvia d’Angelo ha riferito con tristezza di averli visti poco prima dell’incidente: «Come quasi tutte le sere passavano in pizzeria per un saluto. Penso che noi come poche persone li ricordiamo perché erano amici e fratelli e non semplici conoscenti».

I messaggi di cordoglio hanno inondato i social; abbracci virtuali, preghiere, e l’augurio, quantomeno, di un sereno riposo, ultima consolazione per un destino beffardo. —