Il Comune di Modena “studia” il taglio della Tari, ma per luglio dovrà trovare 35 milioni

Approvati il rendiconto 2019 e due variazioni sul bilancio preventivo: 5 milioni in meno tra rette scolastiche e sanzioni

MODENA. I dolori “veri” arriveranno a luglio, quando ci sarà da approvare una variazione che - sperando anche nel governo - dovrà mettere una pezza per coprire la voragine creata dall’emergenza Coronavirus, al momento stimata in 30-35 milioni in meno per le casse comunali.

Nel frattempo, giovedì il Consiglio comunale ha approvato la prima manovra finanziaria post-Covid, ovvero il bilancio consuntivo 2019, ma anche la seconda e la terza variazione del bilancio più problematico, ovvero quello del 2020. Per quanto riguarda il consuntivo, l’applicazione dell’avanzo consentirà di investire ulteriori due milioni di euro per la riqualificazione delle strade del centro storico, la manutenzione delle piste ciclabili e la sicurezza degli edifici pubblici dove si svolgono attività lavorative.

Le tre delibere presentate dalla giunta hanno ottenuto il voto della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Verdi, Modena civica), mentre le opposizioni hanno detto “no” al rendiconto 2019, si sono astenute sulla seconda variazione, e sulla terza hanno votato contro Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia e Forza Italia, mentre si è astenuta la Lega.

Illustrando la manovra finanziaria, caratterizzata dai primi dati sulla riduzione delle entrate (oltre tre milioni in meno dalle rette scolastiche, più di due milioni dalle minori sanzioni dal Codice della strada, solo per fare due esempi) e dall’emergere dei nuovi bisogni dovuti alla situazione Covid-19, l’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza ha sottolineato che si tratta solo «di un primo intervento e che si sta già predisponendo un’ulteriore variazione per il mese di luglio. Nel frattempo, abbiamo proceduto con l’abbattimento della Tosap al 50 per cento e l’azzeramento per gli ampliamenti dei dehors, e ora stiamo verificando la possibilità di intervenire anche sui canoni degli immobili comunali (sia per l’associazionismo, sia per il commerciale) e stiamo premendo sul governo per ottenere la possibilità di ridurre la Tari, con un ristorno per i Comuni».

Con le due variazioni approvate giovedì, dunque, è iniziato il percorso di “rientro” rispetto al buco creato dalle misure d’emergenza per contrastare il Coronavirus, quantificate in un forbice compresa tra 30 e 35 milioni di mancate entrate.

Al momento, comunque, il Comune è ancora in attesa di conoscere gli importi dei contributi governativi: l’auspicio è che da Roma arrivino risorse per coprire circa la metà delle perdite, ma la partita è ancora aperta. Qualcosa in più lo si dovrebbe capire a partire dalla prossima settimana, soprattutto per quanto riguarda le risorse per la ripartenza della scuola. —