Bologna. Il focolaio si ferma I corrieri Bartolini: «Non siamo untori»

La massiccia azione dell’Ausl ha trovato 107 positivi Un addetto: «Ci sono persone che ci mandano via»

BOLOGNA. È stato ormai isolato il focolaio alla Bartolini di Bologna, ma si è trattato di un episodio che ha talmente colpito l’opinione pubblica da lasciare strascichi.

«In troppi mi trattano come un untore e guardano storto. Non tutti a dire il vero, c'è anche chi mi ha chiesto come sto e questo mi ha fatto molto piacere, ma altri hanno esordito con frasi tipo “stai lontano che voi Bartolini siete tutti infetti”. Vorrei ricordare che se fossi infetto, non sarei al lavoro». Questa è stata la testimonianza rilasciata da un corriere di Bartolini della zona di Argenta.


Il lavoro dell’Ausl di Bologna è stato imponente fin dai primi casi che sono saliti fino a 107. Nel magazzino di via Roveri sono stati coinvoltii 79 lavoratori (77 magazzinieri e 2 autisti). Il focolaio si è poi diffuso in alcuni casi tra famiglie e amici. In totale tra familiari e conoscenti sono state individuate altre 28 persone infette. Tra i positivi, 95 sono asintomatici (70 tra i dipendenti e 25 tra i familiari e i conoscenti) e 12 sintomatici (9 tra gli operai e 3 tra i familiari/conoscenti). Due i ricoverati in ospedale, gli altri sono in isolamento fiduciari. L'attività di contact tracing ha prodotto a sabato complessivamente l'esecuzione di 328 tamponi. Allo stesso tempo sono stati disposti complessivamente 185 isolamenti fiduciari domiciliari tra i contatti stretti che sono stati evidenziati nel corso delle inchieste epidemiologiche. I tracciamenti continueranno.

Fino all'arrivo del vaccino, ha detto Raffaele Donini assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, non si «deve lasciare spazio nè ad atteggiamenti di sottovalutazione, anche per piccoli focolai, nè di atteggiamenti di panico. Anche quando il numero di casi era davvero alto, non è mai stata messa in discussione la tenuta del servizio sanitario regionale». La Regione in sostanza mette in guardia dal fatto che nuovi focolai potrebbero nascere in futuro. Ma «non dobbiamo rinunciare alla nostra attività professionale, nè alle nostre relazioni- afferma Donini- dobbiamo solo raccomandare la massima prudenza nell'osservanza delle disposizioni di sicurezza nel mondo produttivo e nella vita sociale e quotidiana delle persone, raccomandare ai cittadini di comunicare immediatamente l'insorgenza di sintomi compatibili con quelli da Covid-19 e attivarci in modo repentino, efficace e ampio, come abbiamo fatto, per circoscrivere e spegnere i focolai», conclude l'assessore. —

GIB

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