Emilia Romagna «Centri estivi, educatori positivi scovati grazie ai test sierologici»

L’assessore Donini elogia l’attività di screening «Evitato il rischio che iniziassero a lavorare» 

l’intervista

GIOVANNI BALUGANI


«La nostra attività di screening ha permesso di individuare casi di positività tra alcuni educatori che avrebbero dovuto iniziare a lavorare nei centri estivi, evitando così possibili focolai». L’assessore Raffaele Donini, responsabile della sanità regionale, nel corso della donazione che Piero Ferrari ha effettuato all’ospedale di Baggiovara, ha fatto il punto sull’estate del Covid. Un periodo di relativa calma, ma in cui non si può abbassare la guardia poiché Donini non dimentica il livello di emergenza che appena due mesi fa è stato superato con fatica e sacrifici: «Per non rivivere di nuovo quei giorni – dice – occorre essere preparati. Molto dipende da noi, in particolare su come riusciremo a individuare, circoscrivere e spegnere i focolai. I focolai non sono spariti, c’erano ieri, ci sono oggi e ci saranno domani. Ogni qual volta troveremo un piccolo cluster siamo pronti a mettere in campo una potenzialità di screening, test e contact tracing tale da circoscriverlo in poco tempo. Dobbiamo anche far leva sul senso di responsabilità dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. Il contenimento del virus dipende dal comportamento individuale e collettivo».

In tal senso l’assessore Donini lancia un appello a tutte le aziende affinché «svolgano il test sierologico, perché è una sentinella. Ci garantisce la possibilità di individuare precocemente, anzi anticipatamente i casi positivi. Come avvenuto per gli educatori dei centri estivi». Donini svela che nelle ultime settimane, visti i pochi infetti, scavalca «i direttori generali della Azienda sanitarie per confrontarsi direttamente con le strutture operative dell’igiene pubblica». Questo per capire «caso per caso cosa si sta facendo». E secondo Donini seguendo questa strada «ce la faremo». Guardando al futuro, però, Donini si augura anche che si faccia di più per strutture e personale. «Abbiamo assunto 4mila professionisti e faremo di tutto non solo per tenerli fino al 31 dicembre, ma anche oltre quella data e per farlo abbiamo bisogno di aiuto da governo ed Europa. Se parliamo di Mes all’Emilia Romagna toccherebbero tra i 2 e i 3 miliardi che andrebbero usati per investimenti strutturali». Ma accanto ad ospedali migliori e servizi occorre «più personale». —





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