In Emilia Romagna il 10% dei contagi in corsia «Nel modenese sono 370»

La Fondazione Gimbe denuncia poca chiarezza sui dati nel personale delle Aziende In Italia sono quasi 30mila pari al 12% dei casi totali registrati da inizio epidemia 


MODENA I dipendenti delle aziende sanitarie lavorano nelle condizioni ideali per proteggersi dal virus? Leggendo i dati della Fondazione Gimbe sembrerebbe di no. Sono quasi 30mila gli operatori sanitari contagiati dal Coronavirus in Italia, pari al 12% dei casi totali registrati dall’inizio della pandemia e circa la metà sono infermieri e ostetriche. Solo nei mesi di maggio e giugno ne sono stati identificati 7.600 positivi, che corrispondono al 26,5% dei 28.640 nuovi positivi per lo stesso periodo. A Modena - secondo il dato fornito da Cgil e aggiornato a maggio - sono 370: 156 nell’Azienda ospedaliero universitaria e 214 nell’Ausl.

LA POLEMICA SUI DATI

Oltre ai numeri, la Fondazione Gimbe denuncia anche poca chiarezza sui dati. È infatti impossibile ottenere un aggiornamento su base territoriale e analitico. Al 28 aprile su 20.593 operatori sanitari contagiati il 47,4% sono infermieri e ostetrici, il 22% medici prevalentemente ospedalieri, il 14,6% operatori sociosanitari e il 16% altre professioni sanitarie. Al 16 aprile quasi il 90% degli 11.738 contagiati si concentra tra setting ospedaliero (70,9%) e territoriale (18,5%), mentre il restante 10,6% si divide tra case di riposo, residenze per anziani e altri setting di assistenza residenziale o ambulatoriale. Al 2 aprile quasi l’81% degli operatori sanitari contagiati si concentravano in tre regioni: Lombardia (61,6%), Emilia-Romagna (10,8%) e Veneto (8,4%). Rispetto alla continua crescita dei contagi tra operatori sanitari, un dato di particolare rilievo che dal 4 maggio al 30 giugno sono stati identificati 7.596 operatori sanitari positivi, che corrispondono al 26,5% dei 28.640 nuovi positivi in Italia per lo stesso periodo.

«Il dubbio sorge spontaneo – attacca il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - È possibile che mesi dopo l’inizio dell’epidemia non siamo ancora in grado di garantire agli operatori sanitari il massimo livello di protezione con adeguati dispositivi di protezione individuale e protocolli di sicurezza? O questi numeri devono essere piuttosto interpretati alla luce della massiccia attività di testing condotta su questa categoria professionale, che ha permesso di identificare un numero molto più elevato di positivi rispetto alla popolazione generale? È inaccettabile la mancata disponibilità di dati analitici relativi alla distribuzione regionale, al contesto assistenziale e al ruolo o qualifica professionale degli operatori sanitari contagiati che consentirebbero di comprendere meglio il fenomeno e mettere in atto le opportune strategie preventive a tutela degli operatori e dei cittadini. L’ennesimo “buco nero” su una delle principali determinanti della diffusione dell’epidemia nel Paese».

A MODENA

Come detto anche a Modena al momento non risulta che il dato sia aggiornato. L’unico disponibile è quello fornito da Cgil e riferibile a maggio che, come detto, registra 370 operatori contagiati. Nell’Ausl lavorano 4.800 dipendenti, nell’Aou 3.650: un totale di 8.450, compresi amministrativi e figure non prettamente sanitarie. I contagiati sono il 4,3%, ma come detto non siamo di fronte a un dato aggiornato. È il “buco nero” di cui parla Cartabellotta. —

GIB

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