Castelfranco. Giovane preso a pugni: «Volevano la sua bici»

Ragazzino aggredito da tre balordi in via Commenda La madre: «Ringrazio chi lo ha aiutato in quei momenti»



castelfranco


Aggredito da sconosciuti che volevano rubargli la bicicletta, accusandolo di pedalare su una bicicletta sottratta a un loro parente. È avvenuto in via Commenda, nel tardo pomeriggio di mercoledì. La vittima è un minorenne che in quel momento stava andando a casa di un amico. Il ragazzino si è ritrovato accerchiato da malintenzionati che, mentre gli ordinavano di consegnare loro la bici, tentavano di strappargliela di mano e gli davano dei pugni per sbalzarlo dalla sella.

«Erano quasi le 17 - racconta la madre del minorenne assalito - Mio figlio stava pedalando verso Manzolino per andare da un amico. Ha attraversato il sottopasso della stazione ferroviaria e, improvvisamente, in via Commenda, sono sbucati dal nulla due ragazzi, uno di colore e un marocchino. Erano ben nascosti, prima di manifestarsi. Hanno fermato mio figlio dicendogli che la sua bicicletta era, in realtà, stata rubata a loro cugino e quindi mio figlio avrebbe dovuto restituirgliela. Uno dei due, mentre gli parlavano, stava cercando di portargli via la bicicletta e un terzo, spuntato in quel momento, ha iniziato a dargli dei pugni nella schiena. Una scena agghiacciante: per fortuna, mio figlio ha avuto la prontezza di difendersi». Altri giovani su un furgone stavano passando di lì in quegli istanti terribili e hanno prestato soccorso al ragazzino. «Vorrei tanto ringraziare queste persone - dice la mamma - Hanno fatto andare via quei balordi, uno dei quali aveva la bicicletta, e protetto mio figlio». L’episodio è stato denunciato ai carabinieri. «Mio figlio non aveva mai visto prima gli aggressori - conclude la madre - Lui esce spesso, di gente ne conosce, quindi, ma loro sono completamente sconosciuti. Non siamo andati all’ospedale dopo l’aggressione perché mio figlio dice che non aveva male dove gli hanno inflitto i pugni».

Sul caso interviene Modesto Amicucci, capogruppo di “Liberi di scegliere”: «Direi che la misura è colma - afferma il consigliere - La sicurezza a Castelfranco è sconosciuta e di certo si può e si deve fare di più. Fatti del genere devono far riflettere e soprattutto indurre ad azioni concrete che non possono essere “monitoraggio e sorrisi”. Una città sicura è una città viva e vivibile, ma a quanto pare a Castelfranco le priorità sono altre». —



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