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Focolaio in una ditta modenese carni: 7 contagiati Prefettura e Usl: «Rispettate le norme» 

Covid alla Maccaferri a Castelnuovo: 30 tamponi tra addetti e familiari. L’appello per evitare la risalita della curva

MODENA Nel Modenese è esploso un nuovo di Coronavirus. L’Ausl lo ha individuato a Castelnuovo, presso la ditta Maccaferri, piccola azienda a conduzione familiare che si occupa di lavorazione carni. A ieri i positivi erano 7, tra dipendenti e contatti stretti: di questi 4 appartengono allo stesso nucleo familiare, a cui si aggiungono altri 3 addetti (di questi 2 sono residenti fuori provincia).

Non appena si è verificato il primo caso, l’Ausl è intervenuta attuando l’inchiesta epidemiologica per risalire a tutti i contatti stretti. Nel contempo è stata messa in campo un’azione di screening massiccia che ha consentito di individuare subito gli altri contagiati che, tuttavia, potrebbero non essere gli ultimi. L’azienda sanitaria, infatti, è in attesa del risultato di altri tamponi: una trentina in tutto tra dipendenti e familiari. Il numero dei positivi potrebbe quindi ancora salire. C’è di più.

L’Ausl ha effettuato un sopralluogo in azienda per verificare le condizioni di lavoro e se venissero rispettati i regolamenti anti-contagio; l’esito di tale ispezione non è ancora stato reso noto. La ditta, dal canto suo, il prima possibile dovrà occuparsi della sanificazione degli ambienti di lavoro.

Il focolaio della Maccaferri esplode in un giorno in cui il territorio modenese fa segnare nel complesso 7 nuovi contagi: sono 3 quelli riferibili a Castelnuovo, 3 a Modena e uno a Nonantola. Un numero alto, che si era verificato già il 5 luglio. Ma per trovare di nuovo un precedente del genere occorre risalire addirittura alla fine di maggio.

L’andamento epidemiologico ha spinto ieri la Prefettura, dopo la riunione dell’Osservatorio provinciale sul monitoraggio del Covid, ad emettere un comunicato congiunto insieme all’Ausl per richiamare all’attenzione tutta la cittadinanza con «la raccomandazione di continuare ad osservare comportamenti improntati al rispetto delle vigenti misure di protezione individuale, anche per non vanificare gli sforzi compiuti dai cittadini e dalle Istituzioni che hanno concorso a condividere tutte le misure per la gestione dell’emergenza».

Facendo un richiamo alla responsabilità personale nell’evitare il contagio, Ausl e Prefettura ricordano che «il mantenimento della massima prudenza serve ancora oggi a tutelare noi e le persone che amiamo, oltre a consentire ai professionisti sanitari di continuare a lavorare in sicurezza per meglio assistere la collettività. Ora più che mai le libertà acquisite in virtù del buon andamento delle scorse settimane devono coniugarsi con la responsabilità nel rispetto delle misure di protezione nonché dei Protocolli di sicurezza definiti in ambito nazionale e regionale».

Le parole dei due enti si rivolgono a tutti ma «in particolare a quelli più giovani» per «continuare ad osservare il distanziamento interpersonale, ad utilizzare le mascherine, ad evitare gli assembramenti, ad attenersi alle misure sicurezza sui luoghi di lavoro, a seguire tutte le precauzioni indicate dalle vigenti disposizioni in caso di viaggio, spostamento e rientro nel proprio territorio».

I numeri di ieri non sono stati buoni nemmeno in regione con 53 casi in più, di cui 41 asintomatici. L’indice Rt dell’Emilia Romagna è di 1,2, il peggiore insieme al Veneto.

Dei 53 nuovi casi, 36 sono relativi alla provincia di Bologna: 29 di questi sono relativi alla Tnt. Dopo Bartolini di nuovo la logistica e ciò ha spinto la Regione a intervenire, rendendo obbligatori i test sierologici per tutti i lavoratori del settore dell’Emilia Romagna.

«Il nostro Servizio sanitario ha saputo circoscrivere rapidamente ogni nuovo focolaio, compreso l’ultimo a Bologna - ha detto Raffaele Donini assessore alla Salute - : Sia chiaro: non vogliamo bloccare una filiera così nevralgica come quella della logistica, ma non possiamo tollerare alcun rischio per la salute e la sicurezza di tutti. Per questo, in pochi giorni definiremo un’ordinanza che renderà i test sierologici obbligatori per tutti i lavoratori del settore». —