Contenuto riservato agli abbonati

Addio all’architetto Tiziano Lugli Ha progettato la Modena moderna

Il ricordo del figlio Mikis: «Era un uomo del fare oltre che del pensiero intellettuale. Ha studiato fino all’ultimo» 

MODENA Amava molto Modena, i suoi edifici, la sua storia, l’architetto Tiziano Lugli, uno dei progettisti più noti della città, scomparso a 85 anni ieri mattina dopo lunga malattia nella sua casa di via del Sagittario.

«Era orgoglioso di Modena oltre che delle sue opere», lo ricordano ora i famigliari, la moglie Marisa e i due figli Mikis e Manuel.


Lugli era notissimo per una serie importanti di monumenti contemporanei che tutti i modenesi hanno sotto gli occhi ogni giorno. Aveva, tanto per fare alcuni esempi, progettato il restauro della ex Manifattura Tabacchi insieme a un pool di architetti tra cui l’archistar Paolo Portoghesi, all’inizio della carriera nel 1968 aveva invece dato vita al Direzionale 70 con Roberto Corradi e Franco Lipparini. Vent’anni dopo gli stessi tre progettisti diedero vita anche al Direzionale Modena Due sempre nei pressi, in via Scaglia.



Ma i suoi progetti non si contano, basti pensare che Enzo Ferrari affidò a Lugli la prima sede del Museo Ferrari di Maranello e anche il suo primo ampliamento.

Qui il progettista scomparso si dimostrò molto aggiornato sui materiali tanto da ideare un rivestimento in grès porcellanato con l’uso di ceramiche tecniche nelle varie parti.

Ma Lugli, nato a Soliera nel 1934 e laureato al Politecnico di Milano nel 1960 oltre alla architettura ha avuto anche una ampia attività urbanistica, partita nel 1965 lavorando con Giuseppe Campos Venuti al Piano regolatore di Modena.

Tanti anche i progetti con finalità pubblica e residenziale: il quartiere Terranova costruito a partire dal 1984, uno dei suoi progetti preferiti, il complesso residenziale Agorà nato nel 2002 e negli anni ’70 il Villaggio Giardino (1973), lo Zeta (1963-69) 3 la scuola d’infanzia Edison sempre con Lipparini. «Mio padre - lo ricorda in modo toccante il figlio architetto Mikis, oggi a capo dello studio di Cognento - era un architetto del fare oltre che del pensiero intellettuale. Era senz’altro una persona colta, che amava molto leggere ed ha studiato fino all’ultimo, ma non disdegnava di certo il cantiere. Lo ricordo quando, io bambino, rientrava da qualche progetto con i pantaloni rotti o sporchi per il lavoro accanto ai muratori. Lo ricordo anche come un professionista umile che, però, difficilmente ‘mollava’ sui suoi progetti».

Il figlio ne ricorda l’orgoglio: «Era orgoglioso non solo di quello che realizzava, ma proprio della sua città tanto che non mancava un sabato in centro storico insieme alla mamma. La frequentava e la conosceva benissimo in ogni angolo visti i molti decenni di attività del suo studio di Cognento che continua a lavorare, forti come siamo anche del suo corposo archivio che intendiamo rendere presto pubblico».

I funerali dell’architetto Lugli si terranno domani, a partire dalle 16 dal Terracielo di via Emilia Est. Accompagneranno il feretro la vedova Marisa e i figli Manuel e Mikis. —

S.L.