Ponte Veggia, tutto rimandato Si discute sul passaggio dei bus

Menani e il sindaco di Casalgrande a confronto per il problema della stabilità I reggiani sono per interventi provvisori in vista della scuola, ma l’idea non piace



Non ha portato a risoluzioni il tavolo di ieri mattina in Municipio a Sassuolo sul futuro del Ponte Veggia, al centro delle attenzioni per i timori legati alla propria stabilità. Il sindaco Gian Francesco Menani ha ricevuto l’omologo di Casalgrande Giuseppe Daviddi con l’idea - così era emerso mercoledì sera all'incontro pubblico al Circolo Primo Maggio - di decidere quale progetto scegliere e come procedere per finanziarlo. Invece lo scoglio c’è stato ed è quello rappresentato dal trasporto pubblico locale. I bus adesso non possono passare di lì e bisogna trovare una soluzione in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico. Questo è stato l’oggetto della discussione: Daviddi ha espresso a Menani la possibilità di fare degli interventi temporanei, propedeutici ai lavori necessari, in modo da riportare almeno entro ottobre i bus scolastici sul viadotto che supera il Secchia. Qualcosa di rapido e tampone, soprattutto economicamente già sostenibile. Le agenzie della mobilità, presenti al tavolo, hanno sottolineato che utilizzare il ponte della provinciale 467 significa non solo un allungamento delle percorrenze e dei chilometri, ma anche maggiori disagi legati ai rallentamenti nelle ore di punta e, soprattutto, un aggravio sensibile dei costi di trasporto. Per questo motivo il Comune di Casalgrande ha deciso, unilateralmente per adesso, di affidarsi a dei propri tecnici per elaborare il progetto “tampone” per discuterlo successivamente con Menani. La posizione sassolese pare essere invece più rivolta alla ricerca di una risoluzione definitiva. «Non possiamo fare passare i pullman perché sono carichi che il ponte non può sopportare - aveva detto il sindaco mercoledì al Circolo Primo Maggio - adesso stiamo vedendo una soluzione anche per il problema dei trasporti. Ci sono delle idee: quelle che hanno tirato fuori fino ad adesso sono impraticabili, chiederebbero un impegno da parte della Polizia municipale e delle manutenzioni che sarebbero onerose. Quindi andremo a un incontro con Amo e vedremo quali soluzioni ci saranno per il trasporto scolastico». Per Menani «dovremo andare a battere cassa in Regione, dove sembra ci sia una porta socchiusa, e se non ci darà un finanziamento o ce lo darà basso andremo al Ministero per le Infrastrutture a chiedere una mano. La spesa è importante: 2,8 milioni di euro per fare l'adeguamento sismico, il consolidamento e la messa in sicurezza delle arcate. Avevamo pensato anche a una ciclopedonale di fianco, però ci hanno presentato un conto da un milione e 800mila euro e adesso vedremo un attimino quel che riusciremo a fare. È un intervento che finanziato dal Comune è un po’ oneroso e difficile, dovremmo metterci 1,4 milioni e un modo si trova. Il Comune di Casalgrande è disperato, loro non riescono». —