Bologna prova a scippare il tortellino a Castelfranco

L’idea è dello chef locale Borsarini della Lumìra: «Chiederemo che le Due Torri gli diano la denominazionale comunale». Degli Angeli: «Una divisione assurda» 

il caso

Saverio Cioce


/ CASTELFRANCO

Bologna vuole scippare il tortellino ai “cugini” di Castelfranco e di Modena e farne un “marchio a denominazione comunale”. Di più: ad accendere la miccia è stato uno chef castelfranchese (portavoce di un gruppo di ristoratori bolognesi), che ha rilanciato la proposta di brevettare il simbolo della nostra gastronomia sotto la bandiera delle Due Torri.«Chiederemo la Denominazione Comunale, la De. Co. - annuncia baldanzosamente Alberto Borsarini, anima del ristorante Lumìra e rappresentante dell'associazione Tour-tlèn - È venuto il momento per il tortellino di avere il riconoscimento che merita accanto agli altri simboli della città. Il tortellino, nelle sue varianti, è un bene emiliano-romagnolo, ma in questo modo quello bolognese viene associato alla città». Poi mette le mani avanti e aggiunge diplomaticamente: «Non escludo che altre città possano fare altrettanto». Il fatto è che da un paio d'anni, sempre la stessa associazione di cuochi e ristoratori torna alla carica per mettere lo scudetto rossoblù su un prodotto che appartiene in pieno alla tradizione modenese e di Castelfranco in particolare. «Una storia ben nota quella della De.Co. A Bologna, il cosiddetto marchio di qualità – cerca di star calmo Giovanni Degli Angeli, anima della storica “San Nicola”, l'associazione che da 39 anni promuove il tortellino tipico, in cui la cittadina a metà strada tra Modena e Bologna è il ponte ideale – Il fatto è che dal 2006 nel nostro paese c'è in piazza Moro un monumento al tortellino, pagato metà da noi e metà dagli amici della Dotta Confraternita del Tortellino di Bologna. Sono loro che già dal 1974 hanno depositato in Camera di Commercio la ricetta tradizionale. Che altro dire? Nella nostra ricetta c'è la mortadella di Bologna e il prosciutto tipico di Modena e quindi non ci prestiamo a lotte di campanile. Altro discorso è quello che riguarda la valorizzazione del tortellino come prodotto Igp, di Modena e Bologna assieme, tema commerciale che è giusto sia portato avanti da chi ne ha interesse, aziende e istituzioni».

«Il tortellino di Castelfranco piace e mette pace – sorride il sindaco Gianni Gargano – Posso solo dire che terremo la sagra anche quest'anno, dal 3 al 14 settembre». Ma a che cosa servirà la De.Co. di Bologna, ammesso che possa essere votata dal consiglio comunale del capoluogo? Per ora siamo lontani dalla scelta. Finora è stata presentato un ordine del giorno che impegnava la giunta ad avviare il percorso amministrativo. «In generale - , spiega Osvaldo Panaro (Dipartimento Promozione del Comune di Bologna) – il documento prevede che vangano istituiti un registro dei prodotti 'Deco' e delle realtà che li producono secondo uno specifico disciplinare e un albo per le manifestazioni. Una commissione valuterà la proposte». Scuote la testa invece Carlo Bonacini, editore di Artestampa, profeta di una alleanza tra Modena e Bologna per il tortellino tipico: «Già anni fa primo di pubblicare due libri sulla preparazione dei tortellini a Modena e Bologna, abbiamo distribuito un centinaio di questionari tra gli chef delle città e tra i produttori di pasta fresca. Tutti hanno risposto indicando ricette, dettagli e aspirazioni. Di fatto le ricette coincidono in larga parte. Quindi perchè non si mettono da parte le differenze e si lavora insieme?». —