Modena, la ripartenza delle scuole: «Al Barozzi non c’è posto per 261 alunni»

La furia dei docenti per la cessione di 7 spazi al Muratori-San Carlo: «I ragazzi in esubero dovranno far lezione da casa»

«Al momento abbiamo 261 studenti che resteranno fuori aula e che dunque non potranno essere accolti dalla scuola, in quanto verranno a mancare circa 600 metri quadri, corrispondenti a ben 7 aule in meno: dovranno seguire la didattica a distanza».

Una denuncia grave quella che arriva dai docenti dell’Ites Barozzi in vista del prossimo anno scolastico, quando lo storico istituto, già penalizzato dal cantiere di ristrutturazione in corso, dovrà anche “cedere” parte dei propri spazi al vicino liceo Muratori-San Carlo, con sede in Cittadella.


«A un mese dall’inizio della scuola - proseguono i docenti - veniamo a sapere che verranno sottratti al Barozzi 5 ambienti della sede: il laboratorio di chimica, quello linguistico, tre aule e due bagni. Ci fa piacere per gli studenti del Muratori-San Carlo, ma per quelli del Barozzi resta l’incognita sia dei locali che della sicurezza».

La decisione è stata motivata dalla Provincia con una nota stampa che ha fatto infuriare i professori del Barozzi e in cui si spiega che così il liceo potrà «risolvere il problema del rispetto di tutte le misure di sicurezza anti-Covid».

La questione, tuttavia, si ripropone anche per il Barozzi che già l’anno scorso doveva usufruire degli spazi della succursale di via Rainusso per compensare il cantiere in corso: «Quest’anno ci verrà a mancare anche quella - rimarca la professoressa Giuseppa Alessi - poiché la dovremo condividere con il Fermi. E quindi in un anno in cui servirebbero più spazi per le norme sanitarie, ci ritroviamo con il paradosso di averne ancora meno dell’anno scorso».

E dunque per una scuola che conta circa 1250 studenti e che già ogni anno rifiuta una trentina di iscrizioni, si preannuncia un periodo molto difficile. Per ora quei 261 alunni senza classe dovrebbero seguire la didattica a distanza: «Ma i nostri studenti - specifica la professoressa Alessi - spesso non hanno i computer o la connessione. Il rischio concreto è che molti abbandonino la scuola o che i genitori li portino altrove o addirittura decidano proprio di non iscriverli più. Probabilmente sarebbe più facile per il Muratori-San Carlo organizzare la didattica a distanza, anche se non voglio che questa diventi una polemica tra istituti».

E come se il Covid non bastasse, va detto che è ancora in corso il cantiere di consolidamento «che ci ha creato notevoli disagi», proseguono i docenti «sopportando vibrazioni paurose, rumori costanti e odori pungenti di sostanze sconosciute, grazie alla convinzione che alla fine dei lavori avremmo riavuto la nostra scuola più sicura e più grande, capace di accogliere in sicurezza tutti gli studenti richiedenti l’iscrizione magari in classi di 22/23 alunni, in linea peraltro con le nuove esigenze sanitarie». E invece le classe saranno molto più numerose «con punte che superano i 32 alunni». —

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