A Serramazzoni il ponte nuovo di zecca è chiuso da 15 anni

Le famiglie di via Pradello devono utilizzare la vecchia e pericolosa passerella. «Pretendiamo risposte dal Comune»

SERRAMAZZONI. Costretti per andare a casa a passare su un vecchio ponte in ferro stretto e in condizioni sempre più precarie quando a pochi metri ne avrebbero uno in cemento largo, nuovo e con solo le rifiniture da fare. È un caso paradossale che va avanti da quasi un quindicennio a Serra, tanto segnato da intoppi burocratico-amministrativi che adesso il ponte vecchio ormai sta arrivando al collasso. Siamo in via Pradello, stradina che affianca l'Estense di là dal torrente Tiepido, dove c'è una borgata di nove famiglie. Tuttora quotidianamente costrette a immettersi su una strada trafficatissima come l'Estense passando per una stretta passerella metallica e con un'uscita pericolosissima: sottocurva e in un tratto in discesa dove si va spesso forte.

Incidenti e disagi.

Ci sono già stati diversi incidenti. In più oggi la passerella presenta un'allarmante rottura nella ringhiera laterale (ci si potrebbe infilare una moto o una bici in caduta, finendo giù nel Tiepido) e diversi buchi a terra nell'attaccamento all'asfalto. Già 15 e passa anni fa si era consci della pericolosità della situazione, tanto che i residenti, riuniti in un consorzio, costruirono tra il 2002 e il 2003 il nuovo ponte poco più a valle (di fronte al ristorante “Da Zona”) come opera privata autorizzata dal Comune. Ma fatto il collaudo nel 2004, ci si accorse che non si poteva decretare il fine lavori senza autorizzazione degli enti superiori. E qui si bloccò tutto, in quello che divenne un altro intricato caso urbanistico a Serra. All'inizio infatti era stata stesa una convenzione che assegnava parte dei costi di costruzione al Comune. Che però non poteva impegnare fondi pubblici per un'opera privata. Dopo anni e anni di stallo, l'unica soluzione percorribile è risultato il pagamento di una sanzione, il saldo da parte dei privati all'impresa e la presa in carico dell'opera da parte del Comune quale bene pubblico da completare.

I residenti.

Ora i residenti dicono di essere a dama. E di aspettare che il Comune faccia con urgenza la sua parte: «Tutti hanno pagato le loro quote, ci sono accordi scritti con la ditta esecutrice e dobbiamo solo concludere la pratica per il permesso di costruire con il Comune. Che ora deve dare il contributo previsto e prendere in carico l'opera, nero su bianco» sottolinea Monica Lusetti, assessore ai Lavori pubblici a Fiorano che ha casa qui. «Il problema - nota - è che da tre mesi in municipio non ci risponde nessuno, né alle telefonate, né alle email: non sappiamo più cosa fare. A parte il fatto che non è corretto per una pubblica amministrazione comportarsi così, il punto è che noi non possiamo e non vogliamo più aspettare: non è pensabile affrontare un altro inverno su quella passerella metallica, perché prima o poi qui succede qualcosa di grave, e si piange. Se non si muove niente, noi andiamo dal prefetto». 

Il sindaco
«So bene che c'è bisogno di quel ponte nuovo: già nel 2002 avevo lasciato un fondo di 20 milioni di lire per finirlo, ma furono spesi altrove - osserva il sindaco Claudio Bartolacelli - adesso a bilancio ci sono 30mila euro, confermati anche quest'anno, per chiudere la partita. Il Comune vuole fare la sua parte, ma bisogna che i residenti presentino i documenti che attestano che tutti quelli che hanno lavorato sul ponte siano stati pagati: non possiamo erogare un contributo e poi trovarci domani la sorpresa di uno che dice: “Io non sono stato pagato”. Non c'è più nulla di politico in questa storia, ma solo di tecnico: portino le fatture al responsabile di servizio e l'impegno sarà mantenuto sicuramente». —