Carpi. Graziano Forghieri e quei capolavori di bici e tandem forgiati a mano

Per mezzo secolo “Mister Bicicletta” è stato un simbolo «Realizzo esemplari unici per chi li vuole e sa apprezzare»



Ha cominciato a lavorare da bambino nella bottega di biciclette dei suoi genitori, appena finita la guerra, e anche adesso che ha ottant’anni non smette di costruire biciclette, dopo una vita passata tra manubri, telai e pedali.


Una passione travolgente quella di Graziano Forghieri per le due ruote, inarrestabile. E inesauribile. Perchè anche se nel ’97 ha dovuto chiudere a malincuore la sua storica bottega di via Matteotti, ha trasformato quei 150 metri a ridosso del centro in un antro delle meraviglie. Ed è lì che costruisce sempre sculture in ottone (un’altra delle sue passioni) e soprattutto biciclette dalle forme affascinanti, “biciclette da passeggio elegante” come le definisce il suo amico Roberto Radesco.

Il suo asso nella manica però sono i tandem, che assembla con cura certosina, pazienza e soprattutto tanta esperienza. Prima li crea, li vernicia e poi li mette in vendita. Ma la passione è passione, si sa, e dal primo amore non riesce a staccarsene.

Il suo tandem personale lo tiene ben stretto. «L’ho costruito mezzo secolo fa - dice - Va perfettamente ed è figlio di quei tempi, con la bandiera americana a stelle e strisce su un telaio di metallo. Una sezione rettangolare, quella dei tubi, che mi ha permesso una grande libertà costruttiva assieme a una grande solidità. Il cestino resta al suo posto; ci portavo il cane a spasso e in piazza mi guardavano tutti». Per il momento Forghieri è l’unico a costruire artigianalmente, in piccolissime serie, i tandem a Carpi e in provincia di Modena, ma sarebbe ben felice di conoscere altri appassionati.

Lui ha gestito l’emporio dal 1954 al 1997, vendendo migliaia di biciclette. Nel ’78 però ha continuato da solo perché il fratello si è dedicato alla maglieria. E per 25 anni è stato per tutti Mister Benelli visto che vendeva e metteva a punto le moto. Se n’è allontanato quando un funzionario gli ha nascosto il fatto che le Motobi, costruite dalla stessa azienda, sarebbero state affidate a un altro concessionario, sempre a Carpi.

«Ci ho ripensato quando me lo ha chiesto De Tomaso ma è stata un’esperienza da dimenticare - dice laconico - Si era pure messo in testa di costruire scooter ma quando ce lo hanno presentato ho trovato subito tre errori costruttivi, gravi. Non mi ha dato retta e ho fatto altre scelte».

Le biciclette sono state il suo grande amore e negli anni ne ha restaurate parecchie. «Ma quelle di oggi avranno vita breve - sottolinea con un’energia inaspettata - Se al supermercato le vendono per meno di cento euro a quanto le hanno comprate in Cina? Quanto possono valere per la durata?»

Già, per lui le bici sono gioielli della meccanica, punto e basta. Oggetti con linee senza tempo, possibilmente esemplari unici, come si diverte a fare nell’ultimo quarto di secolo. Senza sosta.

La passione di Forghieri per le due ruote nasce sin dai primi anni delle elementari quando Graziano e il fratello davano una mano in bottega ai genitori che effettuavano rimessaggio, parcheggio e manutenzione per le biciclette, allora il mezzo di trasporto più diffuso.

«La domenica si riempivano tutti gli spazi - racconta - Venivano dai paesi vicini per andare al cinema o a ballare. Anche da Modena, ma con il motorino o le prime moto con le marmitte cromate».

Il passo successivo è stato gestire in proprio il negozio, ma senza mai iniziare, a differenza di altri talentuosi artigiani, la produzione in piccola serie. «Non era la mia strada - conclude - Oggi, a 80 anni la bicicletta per me resta una passione pura. E costruire tandem mi emoziona». —