Emilia Romagna., la polemica «Pochi test sul Covid, Donini si dimetta» «Ne facciamo 6mila al giorno»

Ma quella di ieri è stata anche una giornata di scontri tra il comitato dei familiari delle vittime del Covid e la giunta. Ad attaccare è stato il comitato regionale, che insieme all’associazione Codacons ha chiesto le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Doni

MODENA Nessun nuovo contagio in provincia nonostante i duecento tamponi effettuati domenica. A differenza degli ultimi giorni, quello di ieri si è chiuso con il numero “zero” nella casella dei nuovi casi di Coronavirus. Nel frattempo, i modenesi rientrati dai Paesi a rischio continuano i controlli: sono stati quattrocento i tamponi effettuati nella giornata di ieri, di cui gran parte riguardano rientri dall’estero.

Ma quella di ieri è stata anche una giornata di scontri tra il comitato dei familiari delle vittime del Covid e la giunta. Ad attaccare è stato il comitato regionale, che insieme all’associazione Codacons ha chiesto le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini: «E’ bene che l’assessore faccia un passo indietro - dicono - per lasciare posto a chi ai proclami preferisce i fatti». Un riferimento alle parole di Donini sulla possibilità di fare 10mila tamponi al giorno in Regione, numeri di cui però «non c’è traccia». L’assessore, attaccano i familiari e il Codacons, aveva spiegato che «tamponi e test andavano fatti solo all’occorrenza. Ma non comprendiamo a questo punto cosa intenda, visto che l’Emilia Romagna ormai ha superato da tempo il Veneto in termini di contagi». Parole a cui l’assessore replica invitando «il Codacons ad informarsi meglio e rinunciare alla strumentalizzazione politica. Nell’ultimo mese, fra il 15 luglio e Ferragosto, le Asl della Regione hanno eseguito una media di oltre 6300 tamponi al giorno e oltre mille esami sierologici quotidiani». Secondo Donini, «la nostra attività di contact tracing è talmente efficace che oltre l’80% dei casi si sono positivizzati già in isolamento. Abbiamo attuato un servizio specifico per la Riviera adriatica attraverso una clinica mobile in grado di eseguire test sierologici e tamponi a cittadini e turisti. Siamo stati i primi in Italia a predisporre un’indagine epidemiologica nei settori della logistica e della lavorazione delle carni, eseguendo decine di migliaia di tamponi. Siamo stati i primi a chiedere di testare a tappeto tutti i cittadini che provengano dai Paesi esteri a più alto rischio di contagio. Ecco - conclude Donini - questi sono i fatti che ci piacerebbe venissero considerati anche quando si rivolgono critiche che, se costruttive, sono utili a migliorare la nostra azione di contrasto al Covid». —


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