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Marra e Kait, i due dj 21enni che fanno ballare il mondo

Da Miami a Londra, la loro musica sta prendendo il largo: Davide Marangon lavora nel settore della grafica, Alessandro Bertelli studia marketing e per entrambi è ancora solo una passione 

MODENA Il debutto a Miami. La seconda tappa a Londra. Davide Marangon “Dj Marra” e Aivaras Alessandro Bertelli “Kait” puntano in alto. Quarantadue anni in due, rappresentano il nuovo che avanza nel panorama modenese dei dj. Per il singolo d’esordio hanno scelto la Road Story Records di Miami. Il bis è stato affidato alla Strakton Records londinese. Niente male per un duo musicale nato alle Scuderie di Spilamberto circa cinque anni fa.

Un'inversione di turno alla console li ha fatti incontrare. Quattro chiacchiere tra under 18 in piena gavetta hanno favorito una collaborazione che travalica i confini nazionali. I nomi delle canzoni stesse sono un programma. In “Where stars collide” il duo (e la voce di Lara De Pascalis) descrive il percorso di stelle in rotta di collisione. Con “Sunshine” i riflettori si spostano invece sulla luce del sole. Le luci della ribalta non sembrano intimorire i due giovani, che uniscono la passione al divertimento. «Vogliamo essere professionali anche se siamo ragazzi - rivela Kait - dimostrando di avere la testa a posto e la mentalità giusta».



Mentalità da imprenditori la dimostrano quando si tratta di firmare un contratto. «Mandiamo la canzone a un centinaio di persone - prosegue Dj Marra - e poi studiamo i vari contratti. Il più vantaggioso lo accettiamo». Essere il più vantaggioso non necessariamente significa il più redditizio a livello economico. I giovani spiegano infatti che vanno bilanciati tutti gli aspetti, inclusi i follower “veri”. «I social sono il nostro biglietto da visita», commentano all’unisono i due, schierandosi contro strategie di fidelizzazioni a pagamento. Strategie dalla coperta corta, come dimostrano inchieste televisive e programmi sul computer.

Lo strumento che entrambi prediligono è la console da dj. Marra la vede come una piattaforma per «divertirsi e fare divertire». La soddisfazione più grande in lui risiede nel convincere gli scettici, chi domanda «cos’è questa roba, poi dopo venti secondi gli inizia a piacere e si mette a ballare».

Per Kait «gran parte della musica è creazione». È un processo «molto complicato e molto tecnico», ma che determina grandi soddisfazioni. Per entrambi essere dj è (ancora) un secondo lavoro. Marangon ha l’impiego principale nel settore della grafica. Bertelli è uno studente Unimore di Marketing e organizzazione d’impresa. Bastigliese il primo, vignolese il secondo, hanno trovato nello studio modenese Fbs Studio le prime esperienze di produzione musicale. Dal vivo si sono esibiti in discoteche del territorio: le Scuderie all’esordio, il Baluardo, lo Snoopy.

DJ Marra s’è spostato poi verso Bologna, «ma se mi chiamano a Modena ci sono». Kait si sta invece perfezionando nello studio, con un occhio rivolto all’aspetto marketing perché «musica ed economia sono molto legate». Il Coronavirus ha dato una mazzata all’industria danzante. Non ha però cancellato il desiderio di riunirsi (a distanza) e vivere la musica insieme. «La voglia di fare festa c’è - garantisce Dj Marra - e a Bologna organizzano “format” in cui le persone possono partecipare, tutti distanziati». «Produciamo anche basi per musica rap e trap - aggiunge Kait - sempre passando da Filippo Bellelli (titolare di Fbs Studio)». —