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Vignola, aggrediti dal pitbull della vicina: «Cani come ordigni, vanno vietati»

Christine e il figlio azzannati mentre soccorrevano la donna a Vignola. «Sono animali pericolosi che non possono essere accolti in casa» 

VIGNOLA . «È ora di dire basta alla possibilità di tenere in casa cani di razze pericolose, come pitbull o rottweiler. È come possedere degli ordigni che possono esplodere da un momento all’altro, senza nessun controllo anche da parte del proprietario». A pochi giorni dall’ultimo fatto di cronaca in merito a questo problema, con un rottweiler che a San Giovanni in Persiceto, nel bolognese, è scappato dal controllo del padrone e ha aggredito due gemelli di 6 anni, ha deciso di dire la sua anche Christine Burger, vignolese di origini altoatesine che alla fine dello scorso giugno, assieme al figlio Thomas, è stata aggredita dal pitbull della vicina di casa, mentre stava cercando di soccorrerla per un malore.

«Nel nostro Paese, a differenza che in altri - interviene Christine - manca questa sensibilità riguardo alla pericolosità oggettiva di simili animali. Non è possibile che la legge permetta di tenerli in casa, come se fossero un cagnolino o un gattino qualunque. La mia esperienza personale è emblematica in questo senso, oltre ad essere stata terribile, perché ho visto davvero la morte in faccia. Sapevo che la mia vicina di casa, che abita nel mio stesso condominio, teneva in casa un pitbull, col quale prima di un paio di mesi prima non avevo mai avuto problemi".

"Poi è successo quello che non sarebbe mai dovuto accadere: una domenica io e mio figlio Thomas ci accorgiamo che lei ha un malore e cerchiamo di aiutarla ad entrare nel suo appartamento. Non ho fatto nemmeno in tempo ad aprire la porta e il cane, che pure mi aveva visto più volte, mi è saltato addosso, procurandomi diverse ferite in varie parti del corpo. Mi avrebbe senz’altro ucciso, se non fossero intervenuti prima mio figlio, anch’egli aggredito al volto e finito con me al Pronto soccorso, e un’altra mia vicina di casa, che facendosi coraggio mi ha trascinata di forza in casa sua chiudendo la porta".

"Quante aggressioni dovranno ancora avvenire - chiede Christine - prima che il legislatore intervenga su questo problema? Ieri è capitato a me e a mio figlio, oggi a due gemellini. E domani, chi rischierà la vita contro uno di questi animali? Ma al di là del mio caso specifico, questi cani sono troppo pericolosi per vivere in società. In Inghilterra, ad esempio, è già vietato tenere in casa cani di razze pericolose. Un tempo non si poteva nemmeno in Italia, poi ora è permesso. Ma è il momento di cambiare».

In una sua recente intervento, intanto, il Codacons ha denunciato pubblicamente che ogni anno in Italia sono 70.000 le aggressioni di cani nei confronti dell’uomo. —