Carpi «Goldoni, ci sentiamo presi in giro La proprietà parla anche di fallimento»

Il sindaco dopo il vertice tra la Regione e il presidente di Lovol. Bonaccini: «Caso fondamentale per i rapporti con la Cina»

CARPI «Siamo partiti il 3 marzo, quando si parlava di concordato in bianco, che si è trasformato in concordato in continuità e poi in liquidazione. Oggi addirittura si parla di mancanza di risorse e di fallimento». La svolta che ha preso la vertenza Goldoni, storica azienda che occupa 220 dipendenti, negli ultimi giorni assume contorni sempre più drammatici. Il sindaco Alberto Bellelli, che ha seguito con il collega di Rio Saliceto Lucio Malavasi, si sente «preso in giro e deluso», dopo la videoconferenz cui eerano presenti, oltre al presidente Bonaccini, Colla e Wang Guimin, presidente di Lovol, Confindustria Emilia Centrale, delle Rsu aziendali e delle organizzazioni sindacali Fiom e Fim, il commissario della procedura e il consulente di Deloitte.

«La lettera al Mise ha creato un risultato che ci sembrava positivo sulla carta - continua Bellelli - La presenza di Lovol ci sembrava un buon segnale per porre quelle domande che in questi giorni hanno creato massima apprensione. E invece siamo arrabbiati, oltre che tristi: ancora una volta al tavolo la proprietà fa un passo indietro».



«Contestualmente, il presidente Bonaccini ha chiesto di incontrarsi con ambasciata cinese e Mise perché questa vicenda è fondamentale per la positività dei rapporti creati in questi anni fra noi e la Cina - aggiunge il primo cittadino - La proprietà non è stata in grado neanche di rispondere al presentarsi o meno in sede ministeriale. Sono basito dalla modalità con cui stanno conducendo il dialogo: le imprese possono essere in difficoltà, ma non abbiamo ancora capito quali siano le reali intenzioni dell’azienda rispetto alla Goldoni, parte produttiva, e la parte Arbos, che dovrebbe rimanere insediata sul territorio perché considerata strategica: ma come può essere considerata strategica se poi non si produce più qui?».

MINISTERO E AMBASCIATA

«Sospendere qualsiasi procedura concordataria, per consentire alla Regione di chiedere al Ministero dello Sviluppo economico di avviare in tempi rapidi un tavolo di confronto». È quanto hanno chiesto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al lavoro, Vincenzo Colla, durante l’incontro sulla vertenza.

«In questi anni la Regione ha discusso con diverse aziende e gruppi nella consapevolezza delle difficoltà esistenti e con la massima disponibilità a trovare strumenti che potessero dare risposte ai lavoratori e garantissero la possibilità di fare impresa- affermano Bonaccini e Colla- Prima che venga presa qualsiasi ulteriore decisione, nel rispetto in primo luogo dei lavoratori coinvolti, chiediamo alla Lovol di attendere la convocazione del tavolo con il Governo italiano. Sapendo che per noi la priorità è una: la tutela dell’occupazione e del sito produttivo e il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori». —


 

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