Giovanni da Benevento a Zocca, il reci-divo  Da due mesi ogni giorno fa presenza a Verucchia per Vasco

«Sono io il numero uno», si rivolge a noi Giovanni Lanzillo, in attesa, davanti alla casa di Vasco Rossi. «Sono qui da circa due mesi, da quando Vasco è tornato a Zocca. A casa, vicino a Benevento, ho lasciato la famiglia solo per inseguire il mio mito». E, in effetti, ieri mattina, davanti alla casa di Verrucchia, oltre a uno dei suoi collaboratori, attendeva l’uscita di Vasco solamente Giovanni, impassibile e risoluto. «Lui è qui tutti i giorni, ormai lo conosciamo bene» ci racconta una delle guardie del corpo del Blasco. «Ho lavorato con molti artisti ma posso affermare che persone affabili come Vasco Rossi nascono una volta ogni cent’anni!».

Motivo per cui, Lanzillo, da oltre due mesi si è trasferito nei pressi di Zocca a campeggiare. «Non ho ancora finito di farmi autografare i miei cento pezzi», racconta, riferendosi a libri e dischi che ha collezionato nel corso degli anni. «Non ho intenzione di vendere nulla. Nel tempo, ho raccolto oltre duemila autografi di Vasco, ma vorrei che ogni oggetto da collezione che possiedo venisse autografato da lui - spiega - Quasi tutte le sere vado al Bibap, perché Vasco è il mio mito e mi piace trascorrere del tempo in sua compagnia, seppur a distanza».


«Al mattino - riepiloga Lanzillo - va spesso a fare delle passeggiate, per prendere un po’ d’aria fuori casa. Poi dopo qualche ora ritorna e magari è in quel momento che trova il tempo di autografare uno dei miei pezzi. Durante il week end arrivano moltissime altre persone: io sono l’unico ad essere così instancabile».

Davanti alla richiesta di dover scegliere una canzone preferita, tra tutto il repertorio del Blasco, Giovanni non ha esitazioni: «“C’è chi dice no” è il pezzo che amo di più. In un certo senso, sono le frasi di quella canzone ad avermi portato fin qui». —

e.p.