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Modena. Conte piace alla Festa Pd Bagno di folla e applausi come per i grandi leader

Per la prima volta ospite alla kermesse Dem, arrivato direttamente da Beirut «Il dialogo tra alleati di governo funziona e deve continuare anche sul territorio»

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MODENA Per i tortellini ha dovuto aspettare le 22.15, quando finalmente si è potuto sedere davanti al vessillo arancione dell’Hostaria Rangone, tra il sindaco Muzzarelli e il segretario Fava. Prima, però, c’era stato molto altro: un bagno di folla che negli ultimi anni Ponte Alto ha riservato a una manciata di dirigenti - Bersani, Zingaretti e pochi altri - una quindicina di applausi e molte foto con i fan, tanto che la cena è slittata alle 22 passate.

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Un Giuseppe Conte decisamente a suo agio ha vissuto ieri sera la sua prima volta a una Festa dell’Unità: il presidente del Consiglio è arrivato a Modena alle 20.40, dirigendosi direttamente verso Ponte Alto dopo essere atterrato a Bologna da Beirut.

Una visita inaspettata, così come l’accoglienza riservata dal pubblico della festa al premier: dopo aver salutato le autorità - ad attenderlo c’erano il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei e il responsabile Organizzazione della segreteria nazionale del Pd Stefano Vaccari - il Conte si è concesso un breve ma intenso bagno di folla, dirigendosi poi verso l’area dibattiti, dove lo aspettava la giornalista Sky Maria Latella per l’intervista.



Diversi i temi affrontati dal presidente del Consiglio, che ha subito messo in chiaro che si trattava della prima visita ad una festa dell’Unità:

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«E’ la prima volta in assoluto - ha ribadito Conte - e ho ricevuto applausi belli, sentiti e calorosi». Tra i primi temi affrontati nell’intervista c’è stato quello della difficile alleanza tra Cinque stelle e Pd sul territorio:

«Sedersi a un tavolo e dialogare è quanto meno doveroso - ha detto il premier - e di buon senso. Insomma, se c’è un’esperienza di governo nazionale positiva, e questa lo è, dal momento che stiamo raggiungendo risultati mai ottenuti, nel momento in cui procediamo con l’azione di governo ci stiamo amalgamando sempre più a dispetto delle tensioni che qualcuno vede... Di conseguenza - ha aggiunto Conte - è naturale che anche a livello territoriale si possa sfruttare questo dialogo con prospettive politiche diverse rispetto al recente passato».



Il premier ha però fatto notare di essersi accorto «di aver posto un obiettivo difficile da realizzare: non ho la presunzione di pensare che dal mio invito nascesse un tavolo che avrebbe fatto chiudere alleanze che prima non si erano chiuse - ha ribadito - ma credo, e non voglio forzare nessuno, che da esperienze positive che si consolidano negli anni possano nascere prospettive politiche più durature.

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Tanto più che bisogna confrontarsi con la realtà del panorama politico: chiedo una visione prospettica, e di lavorare per questo dialogo».



Per quanto riguarda le elezioni regionali del 20 e 21 settembre e l’ipotesi di una debacle per le forze di governo, il presidente ha invitato tutti «a non perdere di vista che queste competizioni elettorali si svolgono in un momento che non si è mai verificato nella nostra storia.

Stiamo venendo fuori dalla fase più acuta di una pandemia, e abbiamo ottenuto con grande forza una risposta europea: per prima cosa, il governo ha il dovere morale di portare a casa questo piano e realizzarlo. Ci potremo sentire appagati tutti solo quando questi soldi saranno stati spesi».

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Il premier ha poi toccato il tema scuola, con la ripartenza difficile della prossima settimana: «A mio figlio Niccolò - ha detto - ho spiegato che se ci dovessero essere contagi e periodi di quarantena, non deve pensare che... papà ha lavorato male, ma che stiamo facendo del nostro meglio per affrontare uno scenario pandemico. Per la scuola abbiamo lavorato tantissimo, e cerchiamo di fare tutto il possibile affinché tutto possa funzionare al meglio. Nel frattempo, abbiamo rastrellato in Europa tutta la produzione possibile di banchi, e per ottobre avremo tutti i banchi nuovi in tutte le classi».

Quindi, un passaggio sul leader del Pd Nicola Zingaretti: «Spesso i giornali ci dipingono in conflitto, ma la realtà è che non abbiamo mai avuto uno screzio, anche perché Nicola è una persona molto schietta». —