Camposanto. In ceramica si entra... salendo sull’autobus Il filtraggio anticontagio ideato da “Opera”

Gagliardelli, titolare dell’azienda di Camposanto e Maranello «Abbiamo rilevato il mezzo lo scorso anno e lo usiamo per fini sociali» 

CAMPOSANTO Un bus davanti allo stabilimento da utilizzare come luogo di filtraggio contro il Coronavirus.

L’idea originale è venuta a un imprenditore della Bassa e l’ha utilizzata nella sede della sua azienda, la Ceramica Opera di Camposanto, al confine col polo industriale di San Felice. Quando si sale sul bus, acquistato dall’azienda di trasporti Seta, non si parteper un viaggio, bensì si compilano alcuni documenti, ci si prova la temperatura, e poi si può accedere al cortile dello stabilimento.


La ceramica, con il cuore a Camposanto, ma una sede anche a Maranello, ha infatti deciso di utilizzare gli autobus, grande passione di Gagliardelli, per finalità sociali. E non è la prima volta che i bus sono usati per uno scopo che coinvolge più persone.

«Abbiamo un’area cortiliva molto ampia e priva di portineria - spiega EugenioGagliardelli - Quindi, o si montava un container di quelli prefabbricati, o, in alternativa, qualcosa di mobile che potesse essere spostato, proprio come un bus».

La corriera in questione è un pezzo vintage: faceva parte di una flotta ormai dismessa.

«La storia di questo mezzo affonda le sue radici in un retroterra ancora più ampio - prosegue il titolare della ceramica - Da anni, per la parrocchia di Pozza, in collaborazione con Seta e prima con Atcm si prestavano sempre due autobus con le funzioni di magazzino per la sagra di Sant’Anna. Li abbiamo sempre avuti a noleggio a Pozza. Poi quando l’anno scorso li hanno dismessi ne abbiamo acquistati due che usiamo a seconda di dove abbiamo bisogno».

Così, uno dei bus acquistati l’anno scorso è stato utilizzato per la sagra. «Dei due bus, uno lo abbiamo usato durante l’estate per fare il Cocomerabus e uno per fare il ricevimento pre Covid - continua Gagliardelli - Il mezzo parcheggiato davanti allo stabilimento è un bus urbano 8 del 1994».

Per superare il filtraggio, funziona proprio come in corriera. «Si sale proprio come come su un autobus normale, dalla porta anteriore, di fianco all’autista. Chi entra trova una scrivania con un addetto che registra i nomi e consegna la documentazione relativa al Covid. Poi si prova la temperatura: un accertamento che non è obbligatorio per legge, ma lo effettuiamo per il nostro regolamento interno. Se in un primo tempo, infatti, sembrava che la prova della temperatura fosse uno degli obblighi di legge da espletare per le aziende, i successivi chiarimenti hanno stabilito che non è affatto così».

Sul bus, dunque, si lasciano i propri dati, ma non c’è la possibilità di farsi un tampone.

La corriera “filtraggio” è attiva per chi proviene dall’esterno della ceramica a ridosso del polo industriale sanfeliciano anche se, in un primo momento, veniva utilizzata per i dipendenti, che tra gli stabilimenti di Maranello e Camposanto sono complessivamente 232. —