Modena. Lunedì 14 settembre o pieno Ferragosto? Il ritorno a scuola non viaggia in bus

In autostazione piazzole pressoché vuote e pochi capannelli Il sindacato: «Bene così, male per protezioni e sanificazioni»



Primo giorno di scuola o Ferragosto? Osservando l’autostazione si ha un sospetto: la data è giusta?


È come se qualcuno avesse cambiato le coordinate temporali. Non lunedì 14 settembre, ma sabato 15 agosto 2020. Non è un cattivo funzionamento di una macchina del tempo: la semplice realtà. Sorprendente più di un film di fantascienza.

Mancano soltanto le balle di fieno roteanti in alcune piazzole della stazione delle corriere. La campanella che segna non i duelli di mezzogiorno, ma l’ingresso delle 8,15 sarebbe suonata di lì a poco. Eppure, di passeggeri in sosta in molti luoghi non v’è l’ombra.

Su una piazzola si concentrano sei studenti. Zaini in spalla, si scambiano qualche parola prima di andare a lezione. Sotto un tabellone, un gruppo di tre analizza un momento «strano». L’aggettivo è adoperato da Mariarosaria Cozzolino. Studentessa del liceo classico Muratori-San Carlo, è una delle tre componenti del terzetto.

Strano per lei tornare in classe «con tanti cambiamenti e soprattutto senza compagna di banco». Strano anche «che non sembri esserci il Covid sui bus: tutti stanno attaccati, si abbracciano, si baciano». Volendola guardare con ironia, la giovane analizza che «l’amore gira sempre nonostante il Covid».

Roteano invece parti meno nobili ad altri: gli autisti. Per il debutto sono stati chiamati agli straordinari. Hanno condotto corse semivuote (o del tutto deserte) con 120 mezzi aggiuntivi per garantire il servizio. Rappresentano di avere le mani legate non alla guida, ma nel confronto dei cattivi comportamenti.

«Invitiamo le persone senza mascherina a indossarla, ma non è nostro compito obbligarli o intervenire». È la posizione espressa da Giuseppe Rendace, segretario provinciale Faisa-Cisal.

Così se qualcuno a bordo non indossa la mascherina «non possiamo bloccare l’autobus, ma siamo obbligati a proseguire». Tuttavia, è possibile «segnalare l’episodio alla centrale operativa, che avverte le forze dell’ordine».

In alcuni luoghi come l’autostazione, dove è presente a pochi metri una sede della Polizia locale, è invece possibile richiedere un intervento pressoché immediato. In ogni caso, il sindacalista ricorda che sono disponibili «le immagini a bordo» per identificare i trasgressori.

Un altro comportamento su cui pone l’accento Rendace è l’obliterazione dei biglietti. L’autista-sindacalista aveva rilanciato durante il lockdown la proposta di far posizionare la macchinetta al centro dei bus.

In tal modo, sarebbe stato possibile annullare il biglietto pur recintando l’area vicino al conducente. Così non è stato. Riaperto l’accesso ai dispositivi elettronici, il risultato non appare cambiato molto. «Chi vuole fare il biglietto lo fa, chi non lo vuole fare non lo fa», la fotografia scattata dal sindacalista.

Conseguente la richiesta di maggiori controlli, «soprattutto nei giorni festivi e nelle zone d’interscambio». Un altro punto domandato dal sindacalista è la reintroduzione della fascia biancorossa posta all’altezza delle obliteratrici stesse. «Vogliamo tutelare al massimo il conducente», spiega Rendace.

Al massimo non sono ancora carichi gli autobus. «Molti autisti si sono messi a disposizione per eventuali corse bis su varie linee - prosegue il sindacalista - di cui c’è stato bisogno andando verso Maranello, Sassuolo e in un caso verso la Bassa».

In generale, il primo giorno è passato «bene». Il sindacalista considera che «se si fosse partiti così in altri anni scolastici tanti disservizi non sarebbero successi». Avverte che la Cisal non ha organizzato uno sciopero ieri «per non danneggiare gli alunni».

Sempre ieri, la Rete degli Studenti avanza due richieste sui trasporti. Da un alto, «garantire sicurezza e accesso al trasporto pubblico a tutti gli studenti e le studentesse». Dall’altro, «la convocazione immediata di tavoli territoriali in ogni provincia che coinvolgano tutti gli attori in campo, compresi gli studenti». Tavoli a cui tornerà a sedere il sindacato.

Rendace ringrazia gli autisti perché «si sono prestati anche oltre l’orario di lavoro per garantire un servizio efficiente all’utenza». Tuttavia, non manca una sottolineatura alla dirigenza.

«Seta sta inserendo la sanificazione obbligatoria del mezzo da parte dell’autista - l’affondo di Rendace - ma ciò non fa parte della sua mansione. Serve l’attrezzatura necessaria. Alcuni dipendenti la fanno su base volontaria, ma ad altri è stata imposta. Ciò non va bene nel modo più assoluto». L’effetto sarebbe «creare per l’ennesima volta malumore nel personale».

Contattata in merito, l’azienda non ha fornito una posizione ufficiale sull’argomento.. —