Modena Auto pirata, decimo caso da inizio anno

Un triste primato per Modena. L’ultimo episodio in via Leonardo Da Vinci: un 44enne rischia fino a tre anni di reclusione

MODENA Dieci casi da inizio anno, cinque solamente negli ultimi tre mesi. Mai come in questo 2020 Modena detiene questo triste primato degli incidenti con auto pirata: chi lo provoca, fugge.

L’ultimo episodio nei giorni scorsi.


Ha tamponato un’altra auto e si è allontanato senza lasciare alcun riferimento, ma nell’arco di poche ore è stato rintracciato dalla Polizia locale di Modena che lo ha denunciato: si tratta di un 44enne modenese, accusato di essere scappato dopo l’incidente avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre in via Da Vinci. Ora l’uomo rischia fino a tre anni di reclusione per le conseguenze dello scontro nel quale era rimasto lievemente ferito un 60enne.

Secondo la ricostruzione dell’Infortunistica, il sinistro è avvenuto in prossimità di un attraversamento pedonale, all’altezza del quale una Fiat Punto guidata da un 60enne rumeno, residente in città, ha rallentato venendo però tamponato da una Opel condotta dal 44enne.

I veicoli hanno accostato e tra i due uomini c’è stato un confronto sull’accaduto, ma dopo qualche minuto il 44enne si sarebbe allontanato. A causa dell’urto, il 60enne ha dovuto far ricorso alle cure mediche per le contusioni riportate, fortunatamente lievi, con una prognosi di pochi giorni.

Una pattuglia del Comando di via Galilei, nel frattempo intervenuta sul posto, ha avviato gli accertamenti e ha raccolto la testimonianza del 60enne, che ha fornito indicazioni sulla targa della Opel.

I controlli hanno condotto nella Bassa modenese, dove è stato localizzato il proprietario del mezzo; dalle successive verifiche è emerso che al momento del sinistro al volante c’era un amico di famiglia, appunto il 44enne, che vive in città. È stato quindi rintracciato l’uomo e sulla carrozzeria della Opel, che era ancora nella sua disponibilità, sono stati riscontrati i lievi danneggiamenti compatibili col tamponamento.

Alla luce del rilievi, la Polizia locale ha contestato la violazione dell’articolo 189 del Codice della strada che, in caso di schianto, prescrive l’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza alle persone ferite.

Se l’automobilista dovesse essere riconosciuto colpevole dall’autorità giudiziaria, competente per questa ipotesi di reato, nei suoi confronti potrebbe essere applicata anche la sospensione della patente per un periodo che può arrivare a cinque anni.

Quello della fuga dopo l’incidente è un fenomeno che si sta ripresentando in quest’ultimo periodo e al comando di via Galilei avvertono che è molto difficile farla franca, perchè sono molteplici gli strumenti di indagine, dalle telecamere pubbliche o private all’analisi delle testimonianze. E poi, una volta smascherato, ecco che chi fugge cerca scusanti: la paura di vedersi ritirata la patente, oppure il grande choc che toglie razionalità e annebbia ogni decisione se non quella di scappare via.

Ultimamente questi episodi si sono anche ripetuti a causa del numero sempre più alto di automobili che circolano per strada senza regolare tagliando di assicurazione.

Questi ritornelli sono quelli che, con una certa ricorrenza, si sentono proporre gli agenti della polizia locale dai cosiddetti “pirati” della strada, quegli automobilisti che non si fermano dopo un sinistro con feriti, e letteralmente si danno alla fuga.

Prima di premere sull’acceleratore per scappare, sarebbe meglio che si ricordassero che l’omissione di soccorso costituisce un reato penale che prevede pene sino a tre anni di reclusione e la sospensione della patente per cinque anni. —

D.B.

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