Modena. Verso la scuola in bus. Lungo via Giardini abolite le “sardine”

Studenti a bordo quasi increduli del comfort Mascherine e biglietti, qualche nota dolente 

qui Formigine

Contatti proibiti e bus stra… vuoti. Per festeggiare il primo giorno di scuola, gli studenti formiginesi si regalano un viaggio da sogno. Festeggiare sì: dopo mesi di didattica a distanza, si sentono fortunati di tornare in classe.


Sentiranno la mancanza dei compagni di banco. Non rimpiangono però i percorsi strapieni a cui erano abituati. «Cos’è successo?», chiede Gabriele D’Ambrosio alla fermata formiginese di via Giardini. Studente di 4° anno dell’istituto Fermo Corni, si stupisce nel vedere «moltissime corriere completamente vuote».

Alle 7,25 erano già passati un mezzo della linea 671 Sassuolo-Ubersetto-Modena e due bus della linea 800 Pavullo-Maranello-Modena. Parzialmente riempito il primo “800”, il secondo transita senza caricare passeggeri. Poco dopo, la scena si ripete.

L’autista apre le porte alla fermata. Si confronta con un controllore e un ausiliario di Seta e le richiude. Può partire, non c’è nessuno da far salire.

Le prime spiegazioni sono chiare. Il sole e gli orari scaglionati possono aver fatto sì che gli studenti si muovessero in numero minore e con mezzi propri. La prova del nove è attesa con l’adozione degli orari definitivi nei vari istituti.

Intanto, le persone alla fermata rimangono più che distanziate. Al personale Seta, a due giovani e a D’Ambrosio si aggiunge una signora. Domanda informazioni sugli orari prima di allontanarsi.

I minuti scorrono, i futuri passeggeri non aumentano. Alle 7,47 giunge un quarto bus con il numero 800. Si sale a bordo, ritrovando l’accesso dalla porta anteriore e la macchinetta obliteratrice. Era irraggiungibile da mesi, con seguenti disagi e polemiche. Adesso lo utilizzano in due.

Per chi è abituato all’effetto “sardina”, lo scenario è surreale. «Negli anni scorsi il posto a sedere non si trovava mai al mattino - ricorda D’Ambrosio - a meno che non te lo facevi occupare da un amico che veniva da un’altra fermata».

Fino a Casinalbo tutti i passeggeri indossano la mascherina. Più avanti un giovane sale coprendo la testa con il cappuccio e il gomito con la mascherina. Timbra il biglietto. Si dirige verso i posti nelle retrovie. Saluta gli amici con strette di mano ritmate. Si siede. Infine, indossa la mascherina.

Si sale a bordo sia dalla porta anteriore sia dalla porta centrale. «Assembramento», esclama un giovane all’altezza del Direzionale 70. Non è un allarme, ma un modo per descrivere i genitori “vicini vicini” in attesa alla scuola media Guidotti Mistrali. All’autostazione il bus si svuota. Quasi piena la biglietteria, quasi deserte le piazzole. —

G.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA