Modena «Vogliamo le aule» Protesta al Barozzi Sveglia alle 5.40 ma mancano i prof

Al commerciale: «Spazi al Muratori e noi di nuovo a casa» In montagna: «Ci siamo alzati all’alba e poi niente lezioni»

MODENA La prima campanella post Covid è suonata e tra le polemiche sui trasporti, le perplessità su una riapertura sicura, la mancanza di banchi, di aule e dei presidi di sicurezza, che hanno riempito le pagine di cronaca di questo ultimo mese, sono apparsi, nella maggior parte degli istituti, tanti sorrisi e una ferrea organizzazione, grazie al lavoro dei dirigenti, degli insegnanti, del personale ausiliario e dei genitori volontari che si sono resi disponibili per facilitare le procedure di sicurezza d’ingresso e di uscita degli alunni. Certo, non dappertutto è stato un inizio facile, regolare e sereno.

Modena, "Giù le mani dal Barozzi: studenti, docenti e genitori protestano

Come era stato preannunciato, al Barozzi di Modena, solo le classi prime hanno ripreso questa mattina. Tutte le altre hanno aderito alla manifestazione di protesta organizzata da studenti, professori e genitori. Infatti alle 9,30, lungo il perimetro dell'istituto di Viale Monte Kosica, si è formata una catena umana, ben distanziata, composta da una rappresentanza di circa 100 studenti di quinta che, muniti di picchetti, si sono stretti in un “abbraccio virtuale” alla scuola:

«Vogliamo che ci restituiscano le cinque aule che la Provincia ha assegnato al Liceo Muratori - spiega Lorenzo Luchena, rappresentante di istituto - 260 studenti rimarranno senza un banco e una sedia e ancora aspettiamo una risposta concreta dalla Provincia. Siamo costretti a rientrare con un solo giorno in presenza e tutti gli altri in didattica a distanza.

Ci chiediamo se è davvero questa l’unica possibilità per ripartire, visto che la nostra è una scuola che contempla tanti laboratori che ci devono preparare al mondo del lavoro?».

La replica del presidente della provincia Tomei, che ha fatto visita all'Istituto Fermi e alle succursali di via Rainusso del Barozzi e del Cattaneo, non è mancata: «In questo anno scolastico l'Istituto Barozzi di Modena potrà disporre di sette spazi in più, passando da 63 a 70 tra aule e laboratori che, dal primo gennaio, con la conclusione dei lavori di miglioramento sismico, saliranno a 80».

Una dichiarazione che però non convince, a tal punto che stamattina alle 9 i genitori si sono dati appuntamento davanti alla sede della Provincia in Viale Martiri per una nuova protesta. «Le aule di cui parla Tomei non ci sono - afferma Marco Verdi, presidente del Consiglio d’istituto - peraltro alcune classi saranno costrette ad utilizzare locali circondati da ponteggi dove stanno costantemente lavorando con l’impossibilità di tenere aperte le finestre per il troppo rumore, la polvere e il pericolo di caduta di calcinacci». Anche in provincia non sono mancati i disagi. Non è valso a molto il sacrificio dei tanti ragazzi della montagna che si sono alzati alle 5 per prendere la corriera e arrivare al Cavazzi di Pavullo puntuali alle 8. Una volta giunti a scuola, si sono accorti che mancava la controparte. «Avevano due ore buche su quattro».

E la protesta della professoressa che ha fatto da supplente: «Sono andata a controllare il planning generale e ho visto che mancavano 28 professori su 97. Compresi i docenti di sostegno, ne mancavano 35 su 105: il 33,3%, che vuol dire esattamente un terzo. Nella sede di Pievepelago poi su 24 professori ne mancavano 13, davvero scandaloso».

Rispetto alle superiori, la ripartenza è andata decisamente meglio alle primarie e alle secondarie di primo grado dove il sindaco Muzzarelli e l’assessore Baracchi hanno portato il loro saluto (Lanfranco e Don Milani). Qualche polemica alle San Carlo, dove la scelta della dirigente di spostare alcune classi alle Paoli per ragioni di spazio, senza un criterio che i genitori hanno ritenuto valido, non è andata giù a chi, per esempio, si è trovato ad avere fratelli, che dovevano entrare alla stessa ora, nella stessa scuola ma in luoghi diversi. E c'è anche chi invoca il ripristino del servizio pre - scuola come sottolinea una mamma delle Buon Pastore di via Valli: «Spero trovino presto una soluzione perché le tante famiglie che ne usufruivano si trovano davvero in grosse difficoltà».

Ma non sono mancate nemmeno le ripartenze romantiche e speciali: a Marano alle dieci è suonata una campanella inconsueta che ha annunciato la lettura, sincrona nelle classi, di una poesia di Rodari per mandare, tra muro e muro, un messaggio di unione.

I veri bocciati di ieri? Alcuni genitori che non hanno rinunciato ad assembrarsi davanti ai varchi d’ingresso degli istituti, scatenando il disappunto del personale impegnato a far rispettare militarmente tutte le procedure per il rispetto della sicurezza. —

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