Maranello Il dolore dei famigliari del motociclista morto «Il nostro Christian era buono e gentile» 

Pozza in lutto per la scomparsa di Galli dopo lo schianto sulla Provinciale 467. I vicini: «I motori erano la sua passione»

MARANELLO «Christian era una persona buona, premurosa, sapeva essere divertente e, al tempo stesso, pensare agli altri».

Ormai non hanno più parole per esprimere il dolore i famigliari di Christian Galli, il 44enne che domenica sera ha perso la vita mentre stava viaggiando in sella alla sua Ducati, sulla Provinciale 467. Il motociclista stava procedendo da Sassuolo in direzione Maranello quando, in prossimità del sottopassaggio, dalle prime ricostruzioni, Galli ha tamponato l’Opel che lo precedeva e che si stava muovendo nella stessa direzione. Successivamente, il 44enne ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro il guardrail. L’impatto è stato fatale:

Christian è morto sul colpo. A nulla sono serviti i soccorsi del personale sanitario intervenuto sul posto con ambulanza e automedica. Per lui non c’è stato nulla da fare. Il motociclista è stato portato in Medicina Legale dove si effettueranno tutti gli accertamenti necessari a capire cosa sia successo in quei terribili attimi. Spetterà ai carabinieri, intervenuti sul posto anche per regolare il traffico dopo lo schianto, stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

Pozza, nel frattempo, è in lutto per la perdita di Galli, che di professione faceva il magazziniere alla Kerakoll. Christian era sposato da sette anni con Elisabetta Canu e da tempo entrambi vivevano nella frazione. «Sono stati i carabinieri ad avvisarci domenica sera dopo la tragedia - racconta Valentina, sorella di Elisabetta - È un momento terribile, non eravamo per nulla preparati a quello che sarebbe potuto accadere e, ancora, fatichiamo a credere che un fatto così terribile sia successo proprio alla nostra famiglia».

Ieri i parenti pù vicini alla famiglia si sono stretti alla moglie Elisabetta per portarle conforto.

Anche i vicini piangono la scomparsa di Christian e ne ricordano la sua grande passione per i motori.

«Noi lo conoscevamo da tantissimo tempo, da quando, con la sua famiglia, abitava ancora nella casa di fronte alla nostra, che è stata poi ristrutturata e venduta. Christian si era trasferito nell’abitazione accanto dove viveva con la moglie - ricordano i dirimpettai Simone e Vezio Marchi - Sappiamo che Christian era un grande appassionato di motori. Fin da ragazzino ci raccontava che gli piaceva andare sui go kart. Crescendo, le moto hanno preso il sopravvento. Credo che la Ducati con cui lo abbiamo visto uscire domenica l’avesse acquistata da pochissimo tempo, al massimo due anni. Mentre Elisabetta, la moglie, è appassionata di cani».

«Christian è stato un vero uomo Kerakoll. Un bravo lavoratore, appassionato e determinato nello svolgimento delle sue mansioni e nell’aiutare i colleghi nel perseguire i valori di qualità e correttezza che contraddistinguono la nostra azienda», ha commentato con parole di profonda commozione Massimiliano Trevisan, direttore stabilimenti Kerakoll. Alle parole di cordoglio si aggiungono anche la famiglia Sghedoni, l’amministratore delegato Andrea Remotti, il direttore generale Claudio Motta e i colleghi con cui Christian era a contatto quotidianamente nella sede dello stabilimento di Sassuolo, in cui lavorava. —