Modena dice «Sì» al referendum Quasi 3 votanti su 4 approvano il “taglio”

La riduzione dei parlamentari conquista il 72% degli elettori A Polinago sfiorato l’80%, nel capoluogo il numero più basso

MODENA Se il Paese e la Regione hanno avuto pochi dubbi, Modena ne ha avuti ancora meno: quasi tre elettori su quattro tra quelli che sono andati alle urne sono convinti che il taglio dei Parlamentari sia necessario. Sono stati 211.127, infatti, i modenesi che tra domenica e lunedì hanno detto “sì” alla sforbiciata di oltre un terzo di Camera e Palazzo Madama: un numero che ha fatto sfondare quota 70%, che a livello nazionale e regionale è stata solo sfiorata. Nella nostra provincia, dunque, il “sì” ha trionfato con il 72,07%, lasciando al “no” solamente 81.834 voti, ovvero il 27,93% degli elettori che sono andati alle urne. A livello regionale - dove il “sì” ha ottenuto il 69,55% - Modena è la seconda provincia in cui i sostenitori del taglio dei parlamentari hanno raggiunto il numero più alto (la prima è Piacenza, con il 72,23%), mentre quella con la percentuale maggiore di “no” è Bologna, dove poco meno del 35% degli elettori hanno bocciato la riforma.



La nostra, insomma, è stata una delle province più favorevoli alla sforbiciata voluta dal Movimento 5 Stelle e appoggiata - ma con parecchi problemi interni - dalle segreterie di Pd, Lega e Fratelli d’Italia. Ma com’è andato il voto nei singoli comuni del modenese? In linea di massima, la provincia ha votato in maniera omogenea, con una larga vittoria del “sì” su tutto il territorio, anche se la forbice oscilla tra i comuni in cui in cui l’ok al taglio dei parlamentari si è avvicinato all’80% e quelli in cui è rimasto sotto la soglia del 70%. Provando ad analizzare il voto per aree, si nota una particolarità: tolto il capoluogo, che è il comune in cui il “sì” ha ottenuto il risultato più basso, i picchi, sia in positivo che in negativo, sono in Appennino. Per la precisione, è a Polinago che la legge voluta dal Movimento 5 Stelle ha ottenuto il risultato migliore: il 79,65% degli elettori che sono andati alle urne (497 voti in termini assoluti) ha infatti votato convintamente “sì”, lasciando al “no” solo 127 voti, ovvero il 20,35%. Numeri simili per Frassinoro, dove il 78,24% (633 voti) ha promosso la legge che taglia i parlamentari, mentre il 21,76% (176 voti) ha detto “no”. Vittoria larga, ma con una decina di punti in meno per il “sì”, a Pievepelago, dove ad appoggiare la sforbiciata delle Camere è stato il 69,68% degli elettori, mentre nella vicina Fiumalbo la percentuale si è fermata al 69,98%.

Ma è stato il capoluogo, dunque, il Comune in cui il “sì” ha ottenuto il risultato più basso a livello provinciale, con il 66,99% di elettori (50.784 in termini assoluti) a favore del taglio dei parlamentari e il 33,01% sul fronte del “no” (25.019 voti). Vittoria più larga per il “sì” a Carpi, dove il 72,40% dei votanti (21.582 elettori) ha sostenuto la legge approvata un anno fa alla Camera, mentre a scegliere il “no” sono state 8.226 persone, ovvero il 27,60%. Numeri simili a Sassuolo, dove a sostenere il taglio dei parlamentari sono stati 11.619 votanti, ovvero il 71,72%, mentre a opporsi alla riforma sono state 4.582 persone (28,28%). Vittoria ancora più netta per i sostenitori del taglio a Castelfranco, dove a dire “sì” è stato il 75,36%(9.384 degli elettori andati al voto). Chiudendo la carrellata dei comuni più popolosi, a Formigine 11.449 persone (il 73,31%) si è espresso a favore della riduzione dei componenti di Camera e Senato.

Tornando al capoluogo, domenica e lunedì le operazioni di voto si sono svolte con regolarità e in sicurezza, anche se ci sono stati due casi di contestazione per l’obbligo della mascherina. Ad andare al voto è stato il 56,7 % dei modenesi aventi diritto - mentre a livello provinciale l’affluenza è stata del 56,87% - cioè oltre 76mila, che si sono recati nei 190 seggi ordinari e nei nove speciali allestiti nelle strutture di cura con oltre 200 posti letto (oltre ai quattro seggi speciali Covid) e nei 18 seggi “volanti” per strutture di cure fino a 199 degenti, per elettori costretti a letto e nelle carceri. A livello provinciale, sono state 43 le richieste soddisfatte di voto a domicilio per elettori in quarantena o isolamento da Covid-19: 15 a Modena, cinque a Carpi e a Formigine, quattro a Vignola, due a Campogalliano e a Sassuolo, tre a Camposanto e a Castelfranco, e uno per comune a San Prospero, Nonantola, Maranello e Spilamberto.

Nei due giorni del voto è stato sostituito un presidente di seggio e uno scrutatore che si è fatto male dopo il lavoro preparatorio del sabato. Un’altra scrutatrice è stata sostituita alle scuole Marconi, all’insegna della massima cautela, per un piccolo malessere e febbre a 37,1. L’ultima sostituzione di uno scrutatore è avvenuta ieri mattina alle scuole di Albareto, dopo che l’interessato la sera precedente aveva accusato sintomi da raffreddamento. Qualche richiamo per le mascherine non indossate correttamente nei corridoi, ma a voler votare senza mascherina, dichiarando che lo faceva per protesta, sono stati solamente una coppia alle Guidotti Mistrali domenica e un elettore alle Lanfranco ieri. Nel primo caso tutto si è svolto in cortile e la coppia non è entrata nella scuola. È stata prima fermata da operatori del Comune, quindi dissuasa da un agente di polizia. I due si sono recati poi al voto con mascherina lunedì mattina. Alle Lanfranco, invece, protagonista è stato un 70enne noto alle forze dell’ordine che ha poi messo la mascherina e ha votato, ma è stato comunque denunciato con invito a presentarsi in questura per aver in un primo momento fatto resistenza e urlato davanti al seggio senza consegnare il documento d’identità. —