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Modena. Nasce l’Università del Volontariato “Palestra” per essere attivi e responsabili

Alberto Caldana (Csv): «Ripensiamo il nostro metterci al servizio degli altri» 


Laura Solieri

MODENA. Cittadini attivi e responsabili a volte si nasce e a volte si diventa, con la giusta formazione. Per raggiungere il bellissimo obiettivo, nasce a Modena l’Università del Volontariato. Promossa dal Centro Servizi Volontariato, è rivolta a volontari di enti del terzo settore e cittadini di tutta la provincia interessati ad impegnarsi nella solidarietà.

Mercoledì prossimo alle 17 presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Modena (e in diretta streaming sul sito www.volontariamo.it) si terrà l’inaugurazione ufficiale. Il via sarà all’interno dell’appuntamento “Le sfide nelle politiche sociali dell’Italia nel post Covid-19” con Cristiano Gori, docente di Politica sociale dell’Università di Trento.

Obiettivo dell’incontro è fornire una panoramica sulle politiche sociali in contrasto alla povertà, partendo dai gravi cambiamenti determinati dalla per individuare le principali sfide in campo, partendo dal terzo settore.

Già presente in diverse città (Modena è la settima sede in cui è attiva), l’Università del Volontariato offre la possibilità di frequentare corsi, seminari e master su temi che variano dagli aggiornamenti legali e fiscali per la gestione di un ente, l’accoglienza in associazione, la raccolta fondi fino a incontri di carattere più sociologico come l’economia solidale, lo sport, il clima, l’abitare sociale.

L’Università del Volontariato non è riconosciuta dallo Stato italiano. Non può rilasciare certificati di laurea o con validità legale, ma solo attestati di frequenza.

«Il valore aggiunto di un percorso come questo è dato dal coinvolgimento del mondo dell’università ma anche di numerosi partner a vari livelli, dalle organizzazioni di terzo settore alle società profit che hanno fatto donazioni in termini di competenza e quindi responsabilità sociale d’impresa - spiega la coordinatrice Anna Zonari - Abbiamo infatti una proposta formativa co-progettata insieme ad enti del terzo settore, istituzioni, imprese, università: soggetti della nostra comunità che hanno accolto con entusiasmo la proposta di mettere le proprie competenze formative a disposizione del mondo del volontariato. Parole chiave come cambiamento, adattamento, dinamicità, agorà descrivono questo spazio in cui stringere delle riflessioni attraverso diversi modi di interpretare l’innovazione sociale».

In un periodo di mutamenti così profondi in cui al volontariato e al terzo settore è richiesto uno sforzo enorme per far fronte a drammatici problemi sociali, la formazione può svolgere un ruolo determinante per offrire strumenti e competenze.

«La pandemia ha cambiato profondamente le vite di ciascuno di noi e, di conseguenza, anche il volontariato - commenta il presidente del Csv Alberto Caldana - Se nella fase di emergenza più acuta è stato chiesto a molti volontari di svolgere servizi di importanza fondamentale, dall’altra parte molte associazioni hanno visto ridursi drasticamente o addirittura bloccarsi le proprie attività. Abbiamo bisogno di ripensare il nostro modo di essere volontari, di come ci mettiamo a servizio della comunità, di come ci rapportiamo con gli enti pubblici».

Per l’anno accademico 2020/2021 l’offerta formativa sarà fondamentalmente a distanza. —