«Avrei voluto votare, ora penso al ricorso»

Il centrodestra sempre più propenso a sostenere un’istanza al Tar e intanto un’elettrice in isolamento denuncia la burocrazia

vignola

È durata fino a tardi la riunione che giovedì sera ha messo faccia a faccia tutte le forze del centrodestra sconfitto. All’ordine del giorno: un’analisi dell’esito delle elezioni e il da farsi riguardo al futuro. Sono insistenti, infatti, le voci che chiedono alla squadra di Pasini di sollecitare un riconteggio delle schede elettorali, dato lo scarto di sole 17 preferenze che li separa dalla vittoria degli avversari. Ma riguardo a questo, prima Simone Pelloni e poi l’ex sindaco, sono stati chiari: sembrano mancare i presupposti per questo tipo di ricorso.


L’altra questione che invece è stata presa a cuore dal centrodestra vignolese e della quale hanno discusso anche nella riunione strategica, riguarda coloro che non hanno potuto votare per le elezioni amministrative, perché in isolamento domiciliare causa Covid-19. Rimangono ancora da capire i motivi per i quali a questi ultimi sarebbero state recapitate, nella giornata di domenica 20 settembre, solamente le schede relative al referendum.

«Il 15 settembre ho telefonato al Comune di Vignola per farmi inserire nella lista di coloro che avrebbero votato da casa, a causa della quarantena - racconta Manuela Daniela Diaconu, di origini rumene e vignolese dal 2003 - Sono stata richiamata dall’Usl di Modena che mi ha fornito un documento per attestare il fatto che dal 17 settembre sarei dovuta rimanere a casa per 14 giorni, dato che fino al giorno prima mi trovavo in Romania per un periodo di ferie». Sabato pomeriggio, Manuela, è stata informata che nella mattinata di domenica 20 settembre sarebbero arrivati a casa sua i responsabili del seggio speciale per farle esprimere il proprio voto. «Ma avevano con loro soltanto le schede relative al referendum - prosegue - Nemmeno loro sapevano come mai mancassero quelle delle amministrative. Proprio in quel momento mi hanno riferito inoltre che molte altre persone si trovavano nella mia stesa situazione: impossibilitati, cioè, ad esprimere il proprio voto riguardo all’elezione del nuovo sindaco».

Alla donna è poi stato garantito, dagli stessi responsabili del seggio speciale, che l’accaduto sarebbe stata segnalato agli organi competenti. «Pensavo che sarebbero arrivati lunedì con le schede per le amministrative e invece non è più venuto nessuno».

Nel frattempo, Manuela aveva scritto nuovamente all’ufficio Elettorale di Vignola, per accertarsi di aver inviato il giusto materiale ai fini della registrazione effettiva in quanto elettrice domiciliata. I documenti ricevuti dal Comune erano tutti giusti ma nella procedura qualcosa si era inceppato. «Non so se è responsabilità del Comune, della Prefettura di Modena o addirittura del ministero degli Interni. Ma ho chiesto all’Ufficio elettorale di poter fare ricorso». E il motivo è presto detto: «Aldilà del partito che avrei votato, vorrei assicurarmi che non succeda ad altri in futuro. Capisco bene che le elezioni al tempo del Covid-19 non siano una procedura semplice da gestire. Ma rimane il fatto che votare è un diritto fondamentale per tutti e dovrebbe essere garantito anche in circostanze come queste». Ai singoli, dunque, la facoltà di muovere ricorso per capire i motivi dell’accaduto. —