Formigine. La Torre dell’Orologio riapre al pubblico dopo il lungo restauro

Formigine ritrova la Torre dell'Orologio

FORMIGINE È alta più di trenta metri, ed è il mastio del Castello, ossia la torre più alta e robusta, destinata alla difesa estrema della rocca. E, adesso, è nuovamente aperta al pubblico.

Dopo un percorso durato diversi mesi, ieri pomeriggio, infatti, in occasione del “Settembre formiginese”, la torre dell’orologio, che si erge su piazza Calcagnini, è stata restituita ai suoi cittadini, con il taglio del nastro e l’inaugurazione dopo i lavori di recupero finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.



Gli eventi, iniziati intorno alle 17 con la conferenza dell’architetto Vincenzo Vandelli, studioso dell’architettura fortificata, che ha illustrato le fasi salienti della Rocca, hanno visto anche la presenza del presidente della Fondazione, Paolo Cavicchioli. Sguardi in alto poi per lo spettacolo di danza verticale sulla Torre realizzato da “Il Posto”, la prima compagnia in Italia specializzata in performance site specific su piani verticali.

«Oggi - ha commentato il sindaco Maria Costi - si chiude un cerchio. Dopo il primo e il secondo stralcio, restituiamo l’ultimo pezzo di piazza ai cittadini. Il finanziamento che abbiamo ricevuto dalla Fondazione è stato di circa 260mila euro e ha interessato, oltre al restauro della torre, anche quello degli scavi archeologici».

I lavori - un pacchetto che comprendeva, quindi, eliminazione delle barriere architettoniche, restauro degli scavi e recupero della torre - sono iniziati lo scorso autunno. «Prima - prosegue Costi - la torre non era più accessibile al pubblico a causa delle nuove normative. Adesso sarà nuovamente possibile ammirare Formigine dall’alto. Questa è una giornata importante perché un pezzo di storia viene restituito ai formiginesi». E di storia si parla per davvero: l’attuale struttura, infatti, risale al XV secolo, epoca della signoria dei Pio. A metà degli anni Ottanta è stata in parte ricostruita. All’ultimo piano si trova la campana che, dal lontano 1524 è abbinata al grande orologio con quadrante dipinto che, nel 1936, è stato sostituito da un altro meccanismo con quadrante in vetro. Meccanismo, questo, ancora oggi visibile anche se ormai sostituito da un sistema elettronico. La torre ospita pure una sezione del museo che, quindi, adesso sarà nuovamente visitabile: la cella campanaria invece, il luogo più alto del castello, è inaccesibile. —