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Sicurezza / Il sindaco Muzzarelli a FdI «A Modena non servono mappe, ma soluzioni»

Il sindaco e i reati legati allo spaccio di droga: «Nessuno scarica responsabilità: al comitato ordine pubblico le priorità»

MODENA «Preferisco prestare attenzione alle mappe che aiutano a risolvere i problemi, non a quelle che servono solo il tempo di uno spot».

Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli liquida con una battuta l’iniziativa di Fratelli d’Italia («mi pare anche offensiva per i modenesi che in quelle zone ci abitano»), poi digita qualcosa sul computer e gira lo schermo: «Questa è la mappa degli 85 gruppi del controllo di vicinato: ormai sono più di duemila persone.

Quotidianamente dedicano tempo e impegno a cercare di dare una mano ad affrontare il problema della sicurezza perché, l’ho detto fin da subito quando sono diventato sindaco, il problema esiste, lo abbiamo declinato al plurale (le sicurezze) e abbiamo avviato un Piano per affrontare le diverse questioni: dagli organici della Polizia locale alle telecamere, fino ad aver rinnovato il Patto con Prefettura e ministero per una migliore integrazione dei controlli sul territorio. Non ci siamo limitati a denunciare i problemi e a scaricare tutte le responsabilità sullo Stato e sulle forze dell’ordine, abbiamo fatto e continuiamo a fare la nostra parte. Poi chiediamo anche che siano rafforzati gli organici della Polizia e dei Carabinieri perché non è più la città di trent’anni fa».

C’è un’altra mappa che interessa al sindaco, è appunto quella della videosorveglianza che conta ormai oltre 300 telecamere in città. «E non abbiamo finito, tra un po’ partiranno i lavori per quelle annunciate nella zona sud e a Sant’Anna e intanto in queste settimane abbiamo sostituito 14 dispositivi ormai datati con altrettante telecamere digitali ad alta risoluzione e zoom ottico».

La collocazione delle nuove telecamere sembra seguire quella delle zone “calde” della città: piazzale Natale Bruni e via Piave, via Dogali di fronte alla piscina e la rotatoria di Monte Kosika, il parcheggio di via Molza, via Carteria, via Mazzoni, corso Vittorio Emanuele all’altezza del parco.

«E non è finita – aggiunge il sindaco – nei prossimi giorni presenteremo al Comitato ordine pubblico le proposte tecniche per un ulteriore ampliamento della videosorveglianza partecipando al bando ministeriale per i finanziamenti. Puntiamo a nuove telecamere in alcune frazioni e in altre aree della città, mentre al Novisad si potenzia videosorveglianza e illuminazione nell’ambito di un progetto di riqualificazione che vedrà anche la realizzazione di aree gioco e l’avvio dell’attività di educativa di strada».

È indubbio però che il fenomeno dello spaccio in città abbia assunto proporzioni significative. «Dopo il lockdown c’è stato sicuramente un aumento di questo tipo di criminalità e sarà opportuna una riflessione sulla questione sicurezze nel post Covid, ma il fenomeno della droga va sempre guardato da entrambi i lati: da una parte c’è lo spacciatore, dall’altra troppe persone, troppi giovani che cercano la droga. Dobbiamo rafforzare il lavoro sull’educazione e sulla prevenzione, con iniziative per controlli più frequenti ed efficaci: a questo scopo che ci siamo dotati di un’unità cinofila e vedo che Pit ha iniziato subito a farsi valere. Sarà un aiuto prezioso anche per le iniziative che abbiamo in programma in collaborazione con le scuole». —