Finale. Fiamme danneggiano bar e sala giochi «Ma l’incendio è partito dall’esterno...»

I carabinieri di Finale indagano sul dolo per il rogo scoppiato nella notte al polo industriale Il titolare del Gatto Rosso: «Sono rammaricato, avrei potuto salvare tutto con più fortuna» 

FINALE «Mi è suonato l’allarme e sono subito arrivato da casa. Ho visto le fiamme lì davanti, ancora lontane dalla vetrata del mio bar e ho sperato di poterle spegnere. Ero convinto di farcela». È rammaricato il titolare del bar “Gatto Rosso” per non essere riuscito a spegnere l’incendio che poco dopo gli avrebbe divorato l’esterno del locale e obbligato alla chiusura dell’attività per qualche giorno, imposta da una doverosa quanto indispensabile sanificazione degli interni.

Purtroppo il coraggioso intervento dell’imprenditore non aveva fatto i conti con il cortocircuito dell’antincendio. «Ho tirato fuori la manichetta - spiega - La Guardia di Finanza, prima ad arrivare sul posto, mi diceva di stare lontano, ma come avrei potuto... Sono certo che sarei riuscito ad intervenire, ma purtroppo l’interruttore generale è saltato e non ho potuto usare l’acqua. In quel momento mi è davvero salita la rabbia».


Cronaca di una notte insonne, di un incendio pieno di dubbi e sul qualche stanno indagando i carabinieri, analizzando anche le riprese video. Tutto è iniziato poco prima delle 3.30 quando è arrivata la telefonata alla centrale dei vigili del fuoco che hanno inviato al polo industriale tre mezzi da San Felice e i volontari di Finale. Sulla Panaria Bassa, di fronte all’Ecobloks, c’è uno stabile che ospita tre attività commerciali: al centro c’è il bar Gatto Rosso, di lato il ristorante “38 e dintorni” con relative camere e sul fronte opposto una sala polivalente di proprietà di un imprenditore di Camposanto e gestita da un massese anche se è chiusa da febbraio e non ha ancora riaperto. «A breve avrebbe dovuto ospitare delle serate», spiegano alcuni passanti che ieri si sono voluti sincerare della situazione.

Le fiamme sono partite dall’esterno, davanti ad una porta collegata alla sala polivalente. E da lì si sono estese ad una tettoia in pralinato con il rogo che si è autoalimentato grazie alla guaina. «In poco tempo il danno è stato enorme», spiegano gli imprenditori. Ieri mattina, mentre i vigili del fuoco effettuavano accertamenti di polizia giudiziaria, della tettoia restava solo lo scheletro, la puzza di fumo invadeva i locali e tutto gli arredi esterni si sono sciolti a causa del calore. «Ma a breve riapriremo - dice Maurizio - il tempo di una bella pulizia e riaccoglieremo i clienti». —

F.D.