Modena, «Ciao Aram, ci lasci un grande vuoto»

Gli amici e la moglie piangono l’autotrasportatore di 50 anni, morto a Castelfranco mentre tornava da casa di un amico

MODENA. «Voglio ricordarlo così, Aram, allegro e spensierato, proprio come durante la nostra infanzia, nei nostri anni più belli, prima che quel maledetto incidente di sabato sera ce lo portasse via per sempre. La sua scomparsa lascia un grande vuoto».

Ha le lacrime agli occhi Gianluca Zamboni, conosciutissimo macellaio con attività a Modena, mentre piange l’amico di sempre Aram Gibertini, vittima, a 50 anni, di un incidente stradale sabato sera. Gibertini, di professione autotrasportatore, stava rientrando in città da San Giovanni in Persiceto. Era stato a casa di un amico per controllare la sua moto, in riparazione, secondo quanto ricostruito dagli amici. Poi, all’improvviso, intorno alle 20, mentre tornava a Modena, su via Larga, all’altezza di Riolo, si è verificato l’irreparabile.



L’autotrasportatore era alla guida della sua Punto quando ha perso il controllo ed è sbandato, schiantandosi fuori strada.

L’impatto è stato violentissimo: per il 50enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto, oltre al personale sanitario del 118 che ha tentato di soccorrere l’autotrasportatore, sono arrivati anche i vigili del fuoco per procedere all’estrazione del corpo dall’abitacolo. Dalle prime ricostruzioni sembra che non ci siano stati altri mezzi coinvolti nello schianto e che l’unica auto coinvolta sia quella del 50enne.

Il recupero è stato effettuato dalle Onoranze Ballestri di Castelfranco, che hanno trasportato il corpo alla Medicina legale del Policlinico, dove il magistrato deciderà se procedere con ulteriori accertamenti per ricostruire con esattezza quegli attimi fatali.

Nel frattempo, gli amici si stringono intorno a Fabiana Monteiro, l’amatissima moglie di Aram Gibertini, che l’autotrasportatore aveva sposato nel 2016.

«Ho le lacrime agli occhi mentre parlo di Aram - aggiunge Zamboni - ma voglio ugualmente pensare a lui così, quando stavamo insieme non smettevamo mai di ridere e di prenderci in giro bonariamente. Era bello ogni tanto rivedersi come se non ci fossimo mai persi, che tristezza che ho nel cuore... Che anno orribile, troppo brutto. Credevo di essere forte e invece mi scopro a tremare, sto malissimo».

Zamboni aveva visto Gibertini la scorsa settimana. «Era bello rivedersi per ricordare la nostra infanzia e gli anni dell’adolescenza, quando abbiamo condiviso tutto - rimarca il macellaio - Oltre alla professione di autotrasportatore, Aram, ogni tanto, svuotava le cantine. Siccome conosceva la mia passione per Vasco, quando trovava qualcosa che riguardava il rocker di Zocca, me lo diceva. La settimana scorsa aveva preso un frigorifero grande da una villa per matrimoni. Mi ha detto che altrimenti lo avrebbero buttato. Aveva trovato anche alcuni dischi di Vasco e me li aveva offerti. Mi hanno detto che sabato sera, prima degli ultimi, maledetti attimi che ce lo hanno portato via per sempre, era andato da un suo amico a controllare una moto in riparazione. Sia all’andata, sia al ritorno aveva percorso sempre la stessa strada. Non sappiamo perché, proprio all’altezza di Riolo, su un percorso che lui conosceva bene, abbia avuto quel momento, forse di distrazione, o chissà che cos’è successo. Quello che è certo è che non lasceremo da sola sua moglie Fabiana, che aveva sposato nel 2016 e che amava moltissimo», conclude Zamboni. —