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Modena, aumento capitale: pioggia di vendite e il titolo di Bper cala a 1,19 in Borsa

Pressioni fisiologiche nella prima giornata di operazioni Ferrari ieri ha acquistato 50mila azioni, Vandelli 10mila

MODENA. La prima giornata di operazioni dedicate all’aumento di capitale di Bper Banca ha determinato una grande quantità di vendite a Piazza Affari con l’inevitabile calo del valore del titolo azionario, che alla chiusura di ieri era ai minimi storici a quota 1,19 euro, dopo avere toccato anche 1,17, con una perdita del 7,37% rispetto alla seduta precedente.

L'aumento di capitale di Bper consiste nella richiesta al mercato di 802 milioni per rilevare da Intesa Sanpaolo i 532 sportelli della ex Ubi che la banca torinese deve cedere per ragioni dovute all’Antitrust: una rete di filiali con cui Bper aspira a contendere a Banco Bpm il titolo di terza banca del Paese, rafforzandosi nelle aree del Nord ovest nazionale.


Il fatto che la Borsa abbia reagito con vendite significative può essere considerato fisiologico in una prima giornata di operazioni per l’aumento di capitale. Dall'annuncio dell'operazione, a metà febbraio, Bper ha perso il 60 per cento.

Nel giorno dell'avvio dell'aumento le azioni hanno ceduto il 7,37% a 1,19 euro e i diritti il 33,87% a 0,4 euro. Va ricordato che, per ogni azione detenuta, ciascun socio vanta un diritto che può fare valere aderendo all’aumento di capitale, così come può optare per una vendita, anche parziale, del diritto stesso. L'operazione prevede che si possano sottoscrivere 8 nuove azioni al prezzo di 0,9 euro l'una ogni 5 diritti posseduti. E ieri tanti di questi diritti sono stati appunto ceduti dagli azionisti.

Due considerazioni si impongono alla luce di questo avvio dell’aumento di capitale. In primo luogo si sa che in assoluto le prime giornate di operazioni del genere sono sempre caratterizzate da una notevole pressione sul titolo azionario con vendite di entità importante, quasi sempre destinate successivamente a ridimensionarsi per l’intervento di investitori importanti. Ma soprattutto va evidenziato che l’aumento di capitale di Bper si distingue da quasi tutti quelli attuati negli ultimi tempi da altri istituti di credito, in linea generale determinati dall’esigenza di turare falle nei bilanci.

Quello di Bper Banca è viceversa un aumento di capitale legato alla crescita e allo sviluppo dell’istituto, proprio perchè ha lo scopo di garantire l’acquisizione di centinaia di nuovi sportelli bancari.

L'acquisto di sportelli, in controtendenza rispetto al trend di rottamazione che è in corso da anni, ha preso in contropiede gli analisti, ai quali l’Ad Vandelli ha spiegato l'importanza di annettere clienti e masse nelle aree ricche del Paese, senza il peso di strutture centrali e back office, così da aumentare la dimensione, aiutare l'efficienza e sostenere la redditività.

Per ora l'amministratore delegato ha fissato un obiettivo di utile di 348 milioni al 2021, basato solo sui dati aggregati delle due entità. Ma entro settembre 2021 la Banca Centrale Europea ha chiesto un nuovo Piano che preveda una razionalizzazione della rete e dei costi, investimenti in tecnologia e un ulteriore taglio dei crediti deteriorati.

Il buon esito dell'aumento, che potrà essere sottoscritto fino al 23 ottobre, non è comunque in discussione: gli azionisti Unipol e Fondazione di Sardegna si sono impegnati a sottoscrivere la loro quota del 30% e, in caso di inoptato, interverrà il consorzio di garanzia guidato da Mediobanca. Vandelli e il presidente di Bper, Pietro Ferrari, per testimoniare la fiducia nel titolo, hanno investito rispettivamente 19mila e 96mila euro in azioni della banca: 10mila per Vandelli, 50mila per Ferrari. —