Nel modenese i focolai di Covid si allargano: sono 46 i positivi nelle Case per anziani

Due le strutture coinvolte: 35 i contagi a Villa Parco di Modena e 11 a Casa Serena di Sassuolo Provvedimento delle Asp: per precauzione vengono isolate le sei Cra in gestione

MODENA Aumentano decisamente i contagi nelle due Case per anziani che si sono trasformate in un focolaio. Colpite Villa Parco di Modena e Casa Serena di Sassuolo delle quali vi avevamo parlato già nei giorni scorsi. Il totale dei positivi, tra ospiti e operatori, è salito ieri a 46. Un dato importante che va ad incidere e di parecchio sui 61 casi totali in provincia. 35 dei 46 positivi sono stati registrati a Villa Parco, 11 a Casa Serena (2 operatori e 9 ospiti di cui uno in ospedale). La quasi totalità dei casi riferiti alle due Cra è asintomatica (43), mentre dei tre sintomatici solo per uno si è reso necessario il ricovero in ospedale (non nel reparto di terapia intensiva).

L’Ausl di Modena è intervenuta tempestivamente a supporto delle direzioni sanitarie delle Case per anziani. Lo ha fatto mettendo a disposizione il proprio personale specialistico e verificando il corretto approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale. Come da protocollo, quando viene individuato un caso di positività all’interno di una Cra, l’Ausl predispone un piano straordinario di tamponi a tutti gli ospiti e gli operatori. Le strutture interessate dai casi stanno riorganizzando i propri spazi per dividere gli ospiti positivi da quelli negativi. Sono poi state vietate visite dei parenti e stoppati gli ingressi di nuovi ospiti.


Un’azione, quest’ultima, che è stata messa in pratica preventivamente anche dalle Asp di Modena che gestiscono sei strutture, tra queste non ci sono le due interessate dal focolaio. “In seguito all’aumento dei contagi e in rispetto al Dpcm abbiamo condiviso la necessità di sospendere già dalla giornata di domani (oggi, ndr) gli accessi presso tutte le Case di riposo per anziani in nostra gestione”. Così scrivono dalle Asp. L’azienda, quindi, prosegue: “Salvo situazioni gravose e contingenti (stati terminali) non sarà quindi più possibile accedere presso le strutture. Una misura che si fa forte dall’esperienza maturata sul campo e dalla collaborazione che sempre più vede le Asp di Modena coinvolte e consapevoli che le complesse sfide non possano che essere affrontate insieme”. Una decisione strategica: “Ma nessun allarmismo - precisano dall’Asp - Siamo sicuri che solo in questo modo sia possibile tutelare la salute dei nostri ospiti”. Non mancheranno i rapporti con l’esterno: “Sarà nostra premura riattivare forme di contatto con i parenti non in presenza”.

Detto delle Cra non resta che fare il punto sui già citati 61 casi registrati ieri a Modena e provincia. Di questi 60 sono in isolamento domiciliare, nessuno in terapia intensiva, mentre una persone si trova attualmente in altri reparti ospedalieri. A Modena città il dato è salito a 36, mentre sono undici a Sassuolo. Devono fare i conti con un solo caso diversi altri comuni della provincia: Bastiglia, Campogalliano, Carpi, Castelvetro, Fiorano, Frassinoro, Maranello, Mirandola, San Cesario e Vignola. Quattro positivi risultano invece attualmente fuori provincia. Ci sono quindi da annotare anche i nuovi guariti: 12 con due tamponi negativi e 18 clinicamente. A ieri, ampliando il dato, erano 4239 le persone guarite clinicamente, di cui 4106 con anche il doppio tampone negativo.

In regione si sono invece registrati 341 positivi in più (158 di questi asintomatici). Restando in tema Emilia Romagna c’è da dire che sono 690 i posti letto in terapia intensiva, 573 attivabili per i pazienti Covid. Prima della pandemia erano 449. La rete ospedaliera regionale ha a disposizione per i pazienti Covid 115 posti letto di terapia intensiva, attualmente ne sono occupati circa una quindicina. Ci sono poi 146 posti letto previsti dal progetto “Covid Intensive Care” disponibili in caso di aumento dell’epidemia che ad ora non sono utilizzati. Nel nostro territorio sono 18 all’ospedale di Baggiovara e 30 al Policlinico di Modena.

Ieri è intervenuto sulla situazione attuale Stefano Bonaccini. Il governatore, in particolare, si è soffermato sulla stretta legata ai locali: «È chiaro che dover chiudere a mezzanotte o dover interrompere alle 21 la somministrazione di bevande può portare qualche danno. Allo stesso tempo il rialzo della curva epidemiologica ci deve preoccupare tutti. Credo che sia giusto darsi l’obiettivo di ulteriori misure limitate, non ci possiamo permettere un lockdown generalizzato». Bonaccini, in questo senso, sottolinea ancora: «Una chiusura totale delle attività commerciali significherebbe passare di colpo da una pandemia sanitaria ad una pandemia sociale ed economica». —

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